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Cinema per i giovani, ma anche realizzato dai giovani

È la caratteristica, particolare anche a livello internazionale, di Sotto 18 Film Festival & Campus, arrivato alla diciottesima edizione.

Si svolge a Torino dal 16 al 23 marzo e vede la partecipazione di audiovisivi in arrivo dalle scuole di tutta Italia che si alterneranno alle proiezioni di film di grandi registi italiani e stranieri

In realtà nelle scuole le proiezioni sono già iniziate mentre il concorso riservato alle produzioni delle scuole sarà concentrato tra il 19 ed il 22 marzo.

Un programma estremamente ricco, denso e totalmente gratuito per il pubblico

con 117 titoli selezionati per il concorso senza contare i numerosi film di grandi autori proiettati durante la manifestazione.

L’obiettivo – spiega Steve Della Casa, direttore del festival – è far sì che i ragazzi imparino divertendosi. Un modo intelligente per imparare a comunicare attraverso i nuovi media, ma anche un avvicinamento ad un mondo che potrebbe garantire un futuro lavorativo a chi si appassionerà.
Un mondo, quello del cinema, in profonda trasformazione così come deve profondamente cambiare – assicura il direttore – anche il settore delle manifestazioni culturali di cinema.

Probabilmente il cambiamento dovrebbe fare a meno delle immancabili scivolate politicamente corrette e del tutto inutili che non mancano mai e che sono presenti anche a Sottodiciotto.

Ma Steve Della Casa, personaggio di grande competenza e con un passato politico di parte, è anche un intellettuale che ha sempre saputo volare alto, ben oltre gli schieramenti di un passato lontano.

Dunque le prossime edizioni potranno sicuramente contare su una maggior apertura mentale e su un coinvolgimento di tutti coloro che, nel mondo del cinema, hanno dimostrato capacità, passione, rigore e sono in grado di trasmettere il proprio sapere alle giovani generazioni.

D’altronde le ambizioni del direttore sono esplicite: far diventare Sottodiciotto un modello di una nuova concezione dei festival del cinema

Un modello particolarmente utile per il Torino Film Festival che, in autunno, arriva dopo le rassegne di Venezia e Roma e patisce non poco la concorrenza.

Torino ha sempre rivendicato la primogenitura nella storia italiana del cinema e potrebbe rinverdirla con un nuovo modo di intendere i festival. Ma il politicamente corretto non rappresenta certo la novità di cui ha bisogno la città ed il cinema.


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