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Esistono artisti che sono Illustri (quasi) sconosciuti. Illustri perché tutti hanno visto, almeno una volta, una loro opera. Sconosciuti perché solo chi lavora nel settore e pochi appassionati ne conoscono il nome

È un destino che accomuna più di un illustratore, specialmente quelli che hanno lavorato nell’era pre-social networks durante la quale non si poteva seguire su Instagram l’artista preferito.

Parliamo di artisti abilissimi che hanno contribuito a plasmare il nostro immaginario con manifesti, copertine, etichette o insegne e di cui il pubblico generalista ignora tutto o quasi

Fortunatamente appassionati ed esperti del settore riescono, sempre più spesso, a trovare il modo di dare visibilità a questi artisti un po’ dimenticati dalla grande critica.

Questo breve preambolo serve per sottolineare l’importanza di esposizioni come quella dedicata dal Museo e dalla fondazione Ettore Fico a Ferenc Pinter (Alassio 1931-Milano 2008), geniale e prolifico illustratore di origini ungheresi che è aperta fino al 22 aprile 2018 nello spazio espositivo di Via Juvarra 13 a Torino.

Il nome Pinter può non dirvi molto ma il suo lavoro vi è passato per le mani innumerevoli volte: è infatti il creativo che per più di trent’anni ha disegnato le copertine Mondadori, Oscar e omnibus inclusi. Proprio quelle copertine che in un immagine riuscivano a condensare una storia, anzi, di più: un’atmosfera, provocando un immediato desiderio di scoprire l’intreccio celato tra le pagine di quei volumi.

Che fosse la silhouette di Nero Wolfe dipinto a tempera o un ritratto a pennarello di Pirandello si tratta di copertine che tutti abbiamo visto e spesso avuto sul comodino, capaci di comunicarci lo stile dell’epoca in cui furono concepite pur, come succede con la grande arte, rimanendo sempre attuali.

La mostra, situata nei pressi della centralissima stazione di Porta Susa, ripercorre il lungo percorso creativo di Pinter

proponendo pezzi molto belli, alcuni meno conosciuti , le sensuali illustrazioni per il Decamerone, e altri iconici come le illustrazioni per i Maigret di Simenon.
Probabilmente uno dei connubi più fortunati, in quanto le immagini fortemente evocative di Pinter si sposano perfettamente con i gialli del famoso scrittore belga che di atmosfera più che di intrigo vivono. Le decine di variazioni ispirate alle forme dell’attore Gino Cervi, che di Maigret rimane l’insuperata incarnazione fisica, ammiccano ai fruitori della mostra, risvegliando il desiderio di ritrovare il corpulento ispettore e le fumose brasseries parigine in cui si muove.

Che siate appassionati di cultura visiva e vogliate apprezzare dal vivo il tratto pittorico sintetico delle tempere di Pinter o amanti delle storie e dei libri in generale questa mostra temporanea, iscritta nel circuito Torino Musei e curata da Pietro Alligo e Andrea Busto può fare sognare e può essere, per il Fico, un ottimo apripista nel filone dell’arte illustrativa, che a Torino possiede buone filiere espositive nel settore privato ma rimane ancora poco rappresentata a livello pubblico.


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