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A Robert Doisneau, il fotografo francese pioniere del reportage e della fotografia di strada, è dedicata la mostra che sara’ inaugurata il 28 marzo a Senigallia (Ancona) e che sarà ospitata a Palazzo del Duca sino al 2 settembre

Le temps retrouve’, il tempo ritrovato: questo il titolo della retrospettiva voluta dal Comune di Senigallia in collaborazione con ONO arte contemporanea, l’Atelier Robert Doisneau e la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

La mostra racconta il lavoro del fotografo e dell’artista francese, attraverso cinquanta suoi scatti che mostrano uno spaccato della sua vasta produzione e delle sue tematiche

i bambini, la strada, i luoghi pubblici, la quotidianità del vivere, ma anche i grandi protagonisti della cultura della metà del XX secolo come Picasso e Prevert, accanto alle botteghe artigiane, le periferie e la campagna.

Obiettivo della mostra – spiegano gli organizzatori- è quello di mettere in luce l’assoluta contemporaneità di Robert Doisneau, quale precursore delle attuali tendenze della fotografia di moda e pubblicitaria.

Perché nelle fotografie di Doisneau, contrariamente alle apparenze ed alla convinzione di molti, non vi è nulla di casuale e “rubato”. Numerose immagini, infatti, erano organizzate in precedenza e sino all’ultimo dettaglio.
Le stesse procedure adottate ora, ad esempio, da Steve McCurry, come documentato in una recente mostra al Forte di Bard (Aosta).

Immagini, quelle di Doisneau, che dissimulano una naturalità che in realtà – proseguono gli organizzatori – era messa in scena, anticipando così uno stile fotografico assolutamente contemporaneo che sempre più imita il linguaggio diffusosi con l’avvento di Internet e dei social media, dove il quotidiano è sapientemente costruito con una naturalezza solo pretesa, dove alto e basso, formale ed informale si fondono.

La modernità di Doisneau nasce proprio dalla sua capacità di cogliere l’attimo quotidiano, altrimenti sfuggente nello scorrere veloce del tempo, e di innalzarlo a simbolo. La città, spesso la sua Parigi, i suoi abitanti, la strada, i luoghi pubblici, i bar e i ristoranti, diventano per la prima volta nella storia della fotografia non solo soggetti passivi di una narrazione, ma anche attori di essa.

Se oggi diamo per scontato che l’uomo della strada sia protagonista della fotografia, con la sua ironia e la sua autodeterminazione, se celebriamo la street photography come epitome del moderno, e la street culture come espressione più autentica del contemporaneo, tutto questo lo dobbiamo anche a Doisneau come mostrano alcune delle foto esposte quali Café noir et blanc, Joinville le pont, Cour carrée du Louvre o ancora Amour et barbelés, Une femme passe, Hôtel Claridge Paris e anche il ritratto Coco.


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