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La svolta data da Donald Trump alla politica commerciale statunitense ha ridisegnato le leadership del libero scambio nel mondo.

Con il blocco imposto dal magnate newyorkese al Tpp (Trans-Pacific Partnership) sul fronte Pacifico e al Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) su quello Atlantico, a rilanciare i mega-accordi liberoscambisti sono stati Unione Europea e Giappone.

La prima ha stretto il Ceta con il Canada proprio sulle ceneri di quanto avrebbe stabilito il Ttip con la potenza a stelle e strisce ed ha sottoscritto un analogo trattato con il Mercosur (il più grande mercato comune dell’America meridionale). Dal proprio canto il Mercado Común del Sur, che attualmente, dopo l’esclusione del Venezuela, comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, punta a far entrare a pieno titolo gli Stati osservatori (Perù, Ecuador, Colombia, Bolivia e Cile) al fine di completare l’unità degli stati sudamericani.

Grandi artefici del nuovo input dato al progetto sono stati il presidente brasiliano Jair Bolsonaro e il suo omologo argentino Mauricio Macri. E’ proprio il precario futuro di Macri, la cui rielezione ad ottobre è tutt’altro che scontata, a determinare qualche dubbio sulla continuità del progetto. Oltre alle preoccupazioni di produttori, agricoltori e allevatori europei sull’impatto che il nuovo accordo avrà in termini economici e di qualità dei prodotti che invaderanno i nostri mercati, un problema non del tutto secondario potrebbe essere generato dall’insistenza del presidente verde-oro nel voler far uscire il gigante brasiliano dagli accordi di Parigi per l’Ambiente.

Altro fattore rilevante potrebbe essere l’estensione oltre i confini naturali dell’America del Sud del Mercosur data la posizione di Stato osservatore del Messico, costretto sempre dal presidente americano a rivedere il Nafta (North American Free Trade Agreement).

Se le coste atlantiche hanno generato l’interesse prevalente dell’Unione Europea, è bene sottolineare come il Giappone si sia mosso su quelle pacifiche rilanciando prima il Tpp senza gli Stati Uniti ribattezzandolo Cptpp (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership) e poi siglando con la stessa Ue ad inizio 2019 un accordo di libero scambio destinato a sopprimere i dazi doganali sul 97% delle merci importate sulle isole estremo-orientali. In questo caso la recente vittoria elettorale alla Camera Alta da parte della maggioranza del primo ministro Shinzo Abe consente di progettare a lungo termine il nuovo ruolo di potenza regionale della nazione del Sol Levante.


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