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Ubicata nel cuore dell’Asia centrale, l’Uzbekistan è tra le più note tra le repubbliche autonome nate dopo il dissolvimento dell’Unione Sovietica, poiché per due millenni è stata culla di importanti civiltà e punto obbligato di passaggio per i mercanti e le merci in transito tra Oriente e Occidente lungo la conosciutissima “Via della Seta”, tanto da rappresentare lo stato con il più cospicuo patrimonio artistico e culturale di tutta la regione centroasiatica.

La seta è al centro delle politiche del governo uzbeko: turismo e manifattura i punti centrali.

Recentemente l’Uzbekistan ha raddoppiato i collegamenti aerei da Roma e Milano per Tashkent, durata 6 ore, e diminuito le tariffe. Forte dei suoi 32 milioni di abitanti, sta rafforzando i rapporti con l’Italia.

Il paese punta molto alla promozione dei flussi turistici, soprattutto dopo le recenti riforme che hanno cancellato l’obbligo di visto per i cittadini di 27 nazioni, tra cui l’Italia, per soggiorni fino a 30 giorni. Il decreto è stato recentemente firmato dal presidente Shavkat Mirziyoyev.

Un segnale di discontinuità rispetto al governo precedente, un gesto significativo per incentivare il turismo in un luogo magnifico, ancora poco frequentato dai viaggiatori occidentali.

Lo snellimento delle procedure burocratiche dovrebbe favorire un rapido incremento dei flussi turistici, nell’ambito di un generale piano di sviluppo avviato dalla nuova amministrazione.

Altro aspetto importante per la produzione e l’economia dello stato è quello della lavorazione e coltivazione della seta. Il quadro generale legato alla lavorazione e produzione della seta e la riforma dell’industria serica che sta conoscendo un rapido sviluppo grazie alla presidenza Shavkat Mirziyoyev, prevede la creazione di un’unica catena completa organizzata e tecnologica per lo sviluppo intensivo delle riserve alimentari, il miglioramento dei processi di allevamento e raccolta dei bozzoli, l’introduzione di metodi efficaci di produzione e trasformazione di bozzoli, seta grezza, filati, stabilendo la produzione di prodotti finiti di seta e aumentando il potenziale d’esportazione.

La collaborazione Italia-Uzbekistan soprattutto nel settore dei macchinari, della formazione del personale e dell’esperienza nel settore risulta essenziale. L’Uzbekistan punta all’Italia per l’acquisizione di capitale e conoscenza che possano far crescere il settore attraverso la modernizzazione tecnologica delle imprese esistenti. Nel quinquennio 2017-2021 è prevista l’attuazione delle misure tese allo sviluppo dell’industria della seta, alle politiche d’investimento, risorse scientifiche, tecnologiche e di esportazione, al pieno sostegno del quadro normativo.

A tal fine, è stato creato un gruppo speciale di lavoro e approvata una risoluzione importante per gli imprenditori esteri.

La risoluzione prevede delle esenzioni dal pagamento dell’imposta unica e sociale fino al 1 gennaio 2023 per le organizzazioni che producono bozzoli dei bachi da seta, e le esenzioni doganali sulle attrezzature e materiali importati.

Inoltre, si prevede di esonerare dal pagamento dell’IRPEF i lavoratori a domicilio, impegnati nella coltivazione di bozzoli vivi. Per i lavoratori di bachicoltura e lavoratori a domicilio il periodo di lavoro stagionale verrà contato come un anno lavorativo ai fini della determinazione della pensione.

Durante l’autunno in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Uzbekistan in Italia e ​Rustam Kayumov, segretario e incaricato d’Affari Ambasciata, si prevedono alcune missioni commerciali per gli imprenditori e gli analisti del settore interessati al settore serico.

Oggi l’Uzbekistan è il terzo produttore di seta più grande del mondo, dopo la Cina e l’India. Il suo centro della seta è l’Uzbekistan orientale. In un recente incontro promosso dall’Ambasciata il ministro Bakhrom Sharipov, Presidente del Consiglio dell’Associazione “Uzbekipaksanoat” e responsabile dell’intera industria serica dell’Uzbekistan, ha sottolineato l’importanza economica dell’Uzbekistan in rapporto alla seta e alla Cina, elencando, dati alla mano, tutti i vantaggi per le imprese italiane nell’investire direttamente in Uzbekistan e non in India o in Cina.

L’associazione “Uzbekipaksanoat” sta lavorando alla creazione di cinque società regionali attraverso la partecipazione delle banche, e con l’assegnazione dei settori di attività economiche delle imprese regionali del settore che assicurano il coordinamento del lavoro: cinque grossi parchi industriali, con innumerevoli vantaggi fiscali, dedicata alla lavorazione e alla coltivazione della seta.

L’autore è Presidente dell’Istituto di Ricerca di Economia e Politica Internazionale (Irepi)


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