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Era il novembre del 1921 e i fatti narrati da Bruce Chatwin nel suo romanzo “Patagonia” ci riportano alle vicende di quella che viene ricordata come la “Patagonia tragica”

ossia la strage nella “Estancia Anita” da parte dell’esercito argentino di 121 “peones” (lavoratori agricoli) per lo più “Chilotes” (indigeni dell’isola di Chiloé) che si erano ribellati allo sfruttamento da parte dei latifondisti inglesi e della società “La Anonima” dei Menéndez e dei Braun nelle terre di Santa Cruz.

Scriveva Chatwin: “Il presidente Yrigoyen convocò Varela una seconda volta e lo autorizzò a prendere “misure estreme” per ridurre gli scioperanti alla resa. L’11 novembre 1921 il colonnello sbarcò a Punta Loyola e cominciò col requisire i cavalli. Interpretò le istruzioni ricevute come un tacito consenso a un bagno di sangue, ma, poiché il Congresso aveva abolito la pena di morte, dovette insieme ai suoi ufficiali gonfiare tutta la faccenda, descrivendo i chilotes come forze militari armate, fornite di munizioni, nemiche del Paese in cui vivono. Sostenevano che dietro lo sciopero c’era il Cile, e quando catturarono un anarchico russo con un taccuino fitto di scritte in caratteri cirillici, divenne chiaro che sotto c’era la mano rossa di Mosca“.

Oggi in Argentina si continua a “gonfiare la faccenda”

la Patagonia continua ad essere quell’ immensa terra che tanta gola fa ai ricchi stranieri (vedi Benetton e Lewis) e nella quale i Braun – la famiglia dell’attuale primo ministro argentino Marcos Peña Braun, nonché maggior azionista della famigerata società “La Anonima” – la fanno ancora da padroni.

I media asserviti al potere e il governo stanno giustificando l’uccisione di Santiago Maldonado (http://www.santiagomaldonado.com/) e quella del giovane Rafael Nahuel, appartenente alla comunità indigena Mapuche ed ucciso da un proiettile 9 millimetri sparatogli alle spalle dalla “Prefectura“, con la presunta partecipazione in Argentina della sediziosa organizzazione cilena dei R.A.M (Resistencia Ancestral Mapuche), facendo credere agli argentini di trovarsi di fronte ad un gruppo fortemente armato, addestrato e finanziato dal Cile e addirittura dalla FARC e dai curdi turchi!

Ma gli unici armamenti sequestrati sinora da parte delle forze dell’ordine risultano essere fionde, pietre e bastoni.

La pena di morte oggi come in quel non troppo lontano 1921 non è legale, ma di fronte ad una giustizia la cui priorità è quella di difendere i diritti di pochi potenti a scapito delle comunità, diventa oggi come allora effettiva.


Le opinioni dei lettori
  1. Gerardo Luini   On   23 marzo 2018 at 2:28

    Magnífico paralelo trazado entre estas dos historias. A casi 100 años, estas paralelas parecen tocarse.

  2. Mauro   On   23 marzo 2018 at 3:05

    Antes que Chatwin fuiste vos el que primero me habló de la Patagonia rebelde o trágica a través de las hermosas fotos de tu viaje por aquellos increibles lugares!

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