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Pur non essendo un componente della squadra di governo del presidente Bolsonaro, il filosofo autodidatta Olavo de Carvalho è l’uomo più influente sulla visione politica dell’inquilino di Palácio do Planalto. Riconosciuto sia dal clan Bolsonaro che da membri dell’esecutivo come il principale ideologo della destra brasiliana, Carvalho vive dal 2005 negli Stati Uniti dove ha finito per attirare le attenzioni anche di Steve Bannon, ex guru di Donald Trump, che lo ha incluso “fra i maggiori intellettuali conservatori del mondo”.

Secondo il terzogenito del presidente verde-oro, Eduardo, il filosofo “è il personaggio più importante della storia del Brasile e un’ispirazione per l’attuale presidenza di Brasilia”. Eppure il primo incontro tra l’ex militare e il guru è avvenuto solamente nel corso del primo viaggio istituzionale di Bolsonaro all’estero a Washington e non come si potrebbe pensare nel corso della campagna elettorale per le presidenziali del 2018.

Anche il ministro degli Esteri Ernesto Araujo, un conservatore cristiano che nega le tesi del cambiamento climatico bollandole come una cospirazione marxista, e il ministro dell’Istruzione Abraham Weintraub, protagonista del taglio dei fondi alle università federali, sono indicati ad oggi come seguaci del settantaduenne che giunto, oggi, su posizioni di destra liberale, in passato è stato vicino al comunismo che tende ad avversare come il principale nemico della società sudamericana.

Non a caso Bolsonaro ripete spesso che il suo compito è quello di “liberare il Brasile dall’atroce ideologia della sinistra” e “buona parte della rivoluzione messa in atto si deve alle idee di Carvalho”. Come il leader populista italiano Matteo Salvini anche Jair Bolsonaro, tacciato spesso di essere un ignorante, ama, invece, pubblicizzare le proprie letture fra le quali non può mancare, ovviamente, uno dei principali testi di Carvalho “Il minimo che devi sapere per non essere un idiota” posto dal presidente alla pari della Bibbia, della Costituzione del Paese latinoamericano e delle memorie di Winston Churchill come uno delle fondamenta del suo pensiero.

Ad accomunare i due uomini è anche la visione storica sui ventuno anni di dittatura militare che entrambi definiscono “una rivoluzione che ha salvato il Paese dal comunismo”. A Carvalho è stato anche attributo il più alto riconoscimento diplomatico brasiliano, quello dell’Ordine del Rio Branco, consegnato con la motivazione che ne sottolinea il servizio e il merito. Pur essendo un convinto detrattore del pensiero di Antonio Gramsci il lavoro di Carvalho sembra, invece, seguire proprio l’idea dell’egemonia culturale nella formazione di uomini che possano ricoprire ruoli di spicco in ogni ambito amministrativo per il sovvertimento dell’attuale maggioranza progressista che per oltre un decennio ha lavorato al fianco dell’ex presidente Lula.


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