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Tutto cominciò a Nairobi” (Castelvecchi ed.), l’ultimo saggio di Marco Cochi – Country Analist del Think Tank di studi geopolitici “Il Nodo di Gordio” e docente di africanistica alla Link Campus University – rappresenta qualcosa di unico nel panorama degli studi geopolitici contemporanei.

E non solo in ambito italiano, visto che in tutta la letteratura scientifica vi è una incredibile lacuna sul fenomeno del jihadismo nel Continente Africano.

Fenomeno che, invece, Cochi analizza con estrema attenzione, seguendone gli sviluppi sin da origini ormai remote, dai primi attentati, negli ultimi anni ’90, messi in atto dalla rete di Al Quaeda proprio a Nairobi, di fatto il primo segnale – purtroppo sottovalutato – dell’insorgere di quel jihadismo Islamico che, di lì a poco, con gli attentati di New York e Washington, avrebbe posto drammaticamente fine alle ottimistiche illusioni dei profeti della globalizzazione.

Procedendo, poi con una narrazione coinvolgente come un romanzo, ma al tempo stesso di estremo rigore e precisione, a delineare gli sviluppi della rete quaedista nelle diverse regioni africane. Ponendo particolare attenzione alla contaminazione fra l’ideologia di fondo del jihadismo e le specifiche culture africane, che la declinano ed interpretano in un variegato caleidoscopio.

Così Cochi ci porta dal Corno d’Africa insanguinato dalla ferocia dei jihafisti di Al Shabaab, alla parte nord-occidentale del continente, teatro del confronto tra i gruppi fedeli all’organizzazione fondata da bin Laden e quelli che, invece, sentono sempre più forte l’influenza dell’IS di Al Baghdadi , per scendere, poi, in Nigeria e nella regione del lago Ciad, teatro dell’azione di Boku Haram. Senza dimenticare gli epigoni del jihadismo in Mozambico e nella parte meridionale del continente.

Ne emerge un quadro estremamente variegato e, al contempo, inquietante, in quanto ci fa chiaramente comprendere come quella jihadista sia una minaccia tutt’altro che al tramonto. Infatti sia Al Qaeda sia lo Stato Islamico, apparentemente sconfitti e in ritirata dalla Scena siro-irakena, si stanno proiettando con sempre più decisione verso altri scenari geopolitici.

Primo fra tutti appunto, quello africano dove trovano un terreno di coltura estremamente fertile. In forza dei grandi problemi sociali, economici e, non ultimi demografici che tormentano l’Africa sub-sahariana.

Al di là dell’indubbio piacere della lettura, il saggio di Marco Cochi si rivela anche un indispensabile strumento per cominciare a comprendere le radici di questo male che tormenta il mondo africano. Un mondo che ogni giorno, appare sempre più vicino nostro.

L’autore è Senior Fellow de Il Nodo di Gordio


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