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La luce dell’Est, cantava Lucio Battisti. E dopo anni di assurde sanzioni contro la Russia, sanzioni che hanno danneggiato soprattutto l’Italia, la luce dell’Est potrebbe tornare a splendere.

Perché Russia ed Unione Europea hanno interessi comuni e la necessità di rapporti sempre più stretti. “Sempre più migliori”, direbbe un ministro della Repubblica italiana. Per ora ad accorgersi della necessità di una rapida inversione di marcia è stato il Consiglio russo di affari internazionali (Riac), il principale think tank di politica estera di Mosca, particolarmente apprezzato dal ministro degli esteri Lavrov. Riac ha fatto rilevare che la Russia, dopo le sanzioni, è stata costretta a rivolgersi alla Cina, ma non certo da una posizione di forza.

La stessa Cina che sta fagocitando imprese italiane, greche ed europee in genere. Un partner sicuramente strategico, ma che rischia di trasformarsi in un padrone assoluto. Dunque Mosca deve tornare a guardare verso Ovest, provando a rilanciare l’asse con Berlino, magari proseguendo verso Parigi. La Russia ha grandi risorse di materie prime, non solo idrocarburi. Mentre l’Europa può offrire tecnologie d’avanguardia in molti campi.

Mosca ha le armi e forti relazioni diplomatiche anche nel Mediterraneo, l’Europa ha un’economia nettamente migliore di quella russa. Una ritrovata armonia gioverebbe, dunque, a entrambi.
E l’Italia? Ha perso molto sul fronte delle esportazioni agroalimentari e Mosca sta investendo molto più di Roma in innovazione tecnologica ed anche nello sviluppo agricolo per sopperire alle mancate esportazioni italiane. Siamo, in fondo, il Paese che rischia di più senza una rapida cancellazione delle sanzioni imposte dagli Usa ed approvate da chi, in Europa, è stato il primo ad aggirarle.


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