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Diversi e preoccupanti i segnali che sta dando il governo argentino in materia di difesa e sicurezza.
La visita del ministro della sicurezza Patricia Bullrich in Israele nel novembre 2016 è servita da sopralluogo per vedere in azione gli armamenti utilizzati per la soppressione del popolo palestinese; dopo di allora, diversi gli acquisti fatti da parte dell’Argentina di armamenti leggeri per la dotazione dell’esercito e delle forze dell’ordine, non ultimo l’acquisto di droni e relativi dispositivi per lo sganciamento di gas lacrimogeni, visti usare, per esempio, come deterrente nei confronti di giornalisti curiosi recatisi nella striscia di Gaza.

Risulta palese che la possibile deroga del decreto 727/06 che regolamenta il quadro d’intervento delle forze militari in materia di sicurezza nazionale, e nella fattispecie lo circoscrive alla possibile minaccia esterna da parte di uno stato nemico, sia mirata alla creazione di un cosidetto nemico interno.

La commessa di 15 milioni di proiettili di gomma e di 7500 lacrimogeni nel gennaio 2018- – questa volta di produzione rigorosamente argentina – è avvenuta subito dopo l’approvazione in Parlamento della riforma sulle pensioni nel dicembre del 2017, occasione nella quale si è prodotta una dura repressione dei manifestanti da parte delle forze di polizia e nella quale almeno quattro persone hanno perso la vista di un occhio.

Ecco allora che, appare evidente l’intenzione del governo di dare appoggio logistico alle forze dell’ordine.

Il fatto più preoccupante è che tutto ciò stia avvenendo in assenza di un dibattito politico e pubblico – ricordiamo il decreto 125/2018 del febbraio scorso che ha dichiarato la segretezza delle contrattazioni di armamenti da parte del ministero della difesa – e nel totale disinteresse di un reale miglioramento del sistema di difesa nazionale.

La diminuzione della spesa militare al di sotto dell’1% del PIL, che riguarda soprattutto i fondi da destinare alla ricerca tecnologica e alla produzione, (un 80% in meno nel solo 2016) e un parallelo aumento dell’equipaggiamento individuale stanno dimostrando quali siano gli obiettivi del governo in materia di difesa e sicurezza.

L’uso di una retorica tendente a vincolare il narcotraffico e il terrorismo con atti interni di altra indole ha giustificato e giustificherà l’intervento delle forze dell’ordine nei confronti di un popolo argentino messo sempre più alle strette da politiche economiche tese al suo graduale, ma neanche tanto, impoverimento.

Il veto della settimana scorsa da parte del Presidente MM (il settimo da quando presiede il governo) della legge sanzionata in Parlamento che bloccava gli aumenti delle tariffe è l’ennesima dimostrazione della sicumera con la quale il governo sta calpestando la democrazia.


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