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Con una rosa rossa come simbolo di riconciliazione, la Forza Alternativa Rrivoluzionaria del Comune (FARC), il partito emerso dal patto di pace, ha avuto un pessimo debutto elettorale nelle elezioni legislative in Colombia e nelle primarie per le prossime elezioni presidenziali in maggio

Nonostante i 10 seggi che erano già stati garantiti dall’accordo di pace firmato dal presidente Santos, gli ex ribelli comunisti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) volevano aumentare la loro rappresentanza, ma il tentativo é fallito: hanno ottenuto a malapena lo 0,5% dei voti (85.094).

Il loro leader in tempo di guerra ed ora in questa fase dell’accordo di pace, è Rodrigo Londoño “Timoshenko”, con una fedina penale senza fine

É accusato dell’omicidio dell’arcivescovo Duarte, il rapimento di un politico, l’attacco a una base militare, tra gli altri crimini. Ha su di sé 117 mandati d’arresto, condanne per l’equivalente di 178 anni di prigione, un “avviso rosso” della Interpol e una ricompensa di cinque milioni di dollari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per la sua cattura. Poche ore prima delle elezioni Timoshenko ha rinunciato per problemi di salute, quando la chiara sconfitta elettorale già si profilava.

Gli ex guerriglieri hanno quindi ricevuto dalle urne una punizione clamorosa che si è riflessa anche nel solido sostegno, che ha superato i sei milioni di voti, ricevuto dalle forze di destra più critiche e che addirittura propongono di limitare l’accordo di pace in modo che i responsabili di crimini atroci siano comunque condannati alla prigione.

Gli analisti indipendenti dell’America Latina evidenziano il sostegno quasi nullo e persino l’ostilità che c’è nell’opinione pubblica in Colombia contro le FARC, un movimento che si definisce come la vera alternativa popolare.


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