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Le elezioni primarie per la scelta dei candidati presidenziali in vista della sfida del prossimo 27 ottobre in Uruguay non hanno generato particolari sorprese.

Nel partito di governo il sindaco uscente di Montevideo Daniel Martínez ha sconfitto il ministro dell’Industria Carolina Cosse, l’ex deputato Óscar Andrade e il già numero uno della Banca Centrale Mario Bergara.

Il compito del sessantaduenne, che potrebbe scegliere come vice proprio la Cosse, non sarà facile. Lo scarso appeal della sua candidatura e di quella dei suoi sfidanti ha comportato il sorpasso sul numero di votanti tra coalizioni ad opera dello storico Partido Blanco, espressione del conservatorismo. Dopo quindici anni interrotti alla presidenza il Frente Amplio (Fronte ampio, Fa) rischia di pagare la scarsa leadership in un passaggio di consegne da parte degli storici leader alternatisi alla presidenza.

Fuori dai giochi l’uscente Tabaré Vázquez, a cui la Costituzione impedisce due mandati consecutivi, il ritorno dell’ex guerrigliero José “Pepe” Mujica o la candidatura dello storico vicepresidente e ministro dell’Economia Daniel Astori si è resa impossibile per l’età avanzata dei due, rispettivamente 84 e 79 anni.

In una nazione che ha fortemente aperto ai diritti civili consentendo l’aborto (unica nel subcontinente sudamericano), il matrimonio tra persone dello stesso sesso e legalizzato la cannabis, l’altra grana rischia di essere l’economia che ha visibilmente rallentato e ha dovuto fare i conti con le proteste di contadini e allevatori organizzatisi sotto la sigla Un Solo Uruguay.

E’ proprio da questo movimento che ha fatto capolino il milionario Juan Sartori, trentottenne nato ma mai vissuto in Uruguay e candidatosi da indipendente nel Partido Nacional (Partito Nazionale, Pn) o Blanco. La sua discesa in campo si è fermata contro Luis Lacalle Pou (nella foto), già sconfitto cinque anni fa da Vázquez, figlio di Luis Lacalle Herrera presidente del Paese dal 1990 al 1995.

La polarizzazione del voto tra il favorito Lacalle e l’astro nascente e genero del miliardario russo Dimitrij Rybolovlev ha determinato un incremento della partecipazione tanto da generare un tasso di partecipazione quasi doppio rispetto a quello del partito di governo. E che la tentata scalata alla guida di un partito storico non sia piaciuta a chi ha fatto la gavetta negli ultimi anni è giunta l’immediata decisione di Lacalle Pou di designare la presidentessa del partito Beatriz Argimón come propria vice e non Sartori che a sconfitta avvenuta si era affrettato a proporsi.

L’unica sorpresa di questa competizione elettorale si è avuta nell’altro storico partito uruguaiano, il liberale Partido Colorado (Partiro Colorato, Pc) dove il già due volte presidente Julio María Sanguinetti è stato sconfitto dal sessantaduenne economista Ernesto Talvi. Da segnalare anche la partecipazione di 50mila elettori alle primarie del neonato Cabildo abierto che ha incoronato l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito Guido Manini Rios. Il nuovo partito di destra fondato lo scorso 4 aprile ha posto la sicurezza e i valori tradizionali a capo del proprio programma elettorale.


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