fbpx


La crisi venezuelana, con l’autoproclamazione alla presidenza della Repubblica del leader dell’opposizione Juan Guaidò, rischia seriamente di creare una frattura nel governo giallo-verde.

Il Movimento 5 stelle è sempre stato un fiero sostenitore delle tesi bolivariane oggi rappresentate dall’ex delfino chavista e presidente in carica Nicolas Maduro. Dal canto suo il leader leghista Matteo Salvini si è espresso subito per il riconoscimento del presidente della destituita Assemblea Nazionale, avallando le posizioni dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e del Canada.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è frapposto tra le due posizioni con una dichiarazione di grande equilibrio esprimendo preoccupazione per un’eventuale escalation di violenza e auspicandosi un percorso democratico che segua la volontà popolare.

La posizione del ministro degli Interni appare in linea con l’esultanza per la vittoria dell’ultraliberista Jair Bolsonaro in Brasile ma in contrasto con l’apertura alla Russia di Vladimir Putin.

Come sottolineato dall’intellettuale, spesso accostato alle posizioni della Lega e del governo sovranista, Diego Fusaro appare un controsenso la tesi di Salvini che vorrebbe accreditarsi a livello internazionale come leader identitario e sovranista quando, al netto della richiesta (non più di tanto reiterata) di eliminare le sanzioni alla Russia si schiera con gli interessi statunitensi sul Brasile e il Venezuela in America Latina e contro i diritti dei palestinesi e il ruolo di Hezbollah in Medio Oriente per tutelare lo Stato d’Israele.

Le prime mosse di Bolsonaro, dalle quale ci sentiamo di escludere il rientro in Italia del terrorista rosso Cesare Battista arrestato e restituito alla nostra nazione dalla Bolivia, sono tutte in controtendenza rispetto a qualsivoglia esempio di sovranismo così come è chiaro che in Venezuela sia il presidente Maduro ad essere un modello di Stato sovrano, patriottico, antimondialista e antiatlantista piuttosto che il suo oppositore che invoca l’intervento armato estero contro il suo stesso popolo.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST