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Il Marocco è un Paese virtuoso con lo sguardo verso il futuro, un Paese che cresce e che guarda con estremo interesse all’Occidente e alla casa europea. Le istituzioni e le sue politiche sono spesso osservate e descritte come un’eccezione del continente africano.

Una monarchia illuminata che si è posta l’obiettivo di sviluppare una società democratica e liberale, aperta all’economia di mercato e fondata sullo Stato di diritto, sulla moderazione e sulla tolleranza.

Da dove viene tale impulso?

Dalla monarchia del Regno, dalla nuova Costituzione del 2011 e dalle riforme di Re Mohammed VI, che prosegue sul percorso del rispetto delle convenzioni internazionali in tema dei diritti dell’uomo, garantendo le libertà fondamentali individuali e collettive.

La sua giovane leadership lo distingue dai Paesi vicini, assicurandone nel tempo una maggiore stabilità e apertura. Il Regno risulta sempre più interessante per gli analisti di geopolitica e in considerazione di ciò la Lumsa Università ospita l’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia Hassan Abouyoub per una lezione della Summer School “Il Mediterraneo e il Medio Oriente oggi: problemi e prospettive” che si terrà il sette settembre presso la sede romana dell’Università.

Come ricordato dall’Ambasciatore, i rapporti tra Europa e Marocco sono rapporti plurisecolari. I primi contatti risalgono al 1600 e le prime ambasciate del Regno risalgono ai tempi della Repubblica di Venezia, quando il Marocco intratteneva legami storici, politici, economici e diplomatici con la Repubblica Marinara. Giungendo alla storia contemporanea, subito dall’indipendenza, il Regno ha partecipato e intrattenuto rapporti con gli organismi nati prima dell’Unione Europa, come la Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio (CECA). Il trattato di Roma al capitolo 1/7 prevede un trattamento privilegiato tra Italia e Marocco.

L’Europa resta il primo partener commerciale per il Marocco e tali relazioni non riguardano solo l’ambito economico, importanti sono i rapporti culturali, sociali e politici. Un’importanza delle relazioni non solo in termini “quantitativi”, ma “qualitativi”, una realtà del sistema istituzionale che non possiamo trascurare.

Venendo alla geopolitica, l’Ambasciatore chiede un’Europa protagonista.

Noi pensiamo che più Europa sia la soluzione alla sconfitta dei conflitti dell’attualità e il rapporto con il continente africano può svilupparsi in modo ottimale con l’Europa se essa è unita e forte. Non possiamo pensare ad una pianificazione del Marocco senza pensare al rapporto del paese con il resto dell’Africa e dell’Europa.

Il Marocco, con l’introduzione della nuova Costituzione, sta lavorando per sviluppare una società solidale, garantendo la sicurezza e la libertà, l’uguaglianza delle opportunità, parità di genere e una giustizia giusta.

La Costituzione ha prodotto un nuovo quadro giuridico con la ridefinizione dei poteri delle istituzioni e la messa in opera di una monarchia costituzionale, democratica, parlamentare e sociale. E’ una vera Carta dei diritti e delle libertà fondamentali, radicata negli standard universali dei diritti umani. Stabilisce il divieto di ogni discriminazione basata sul sesso, il colore della pelle, la fede, la cultura, l’origine sociale o regionale, la lingua o la disabilità. Prevede il primato delle convenzioni internazionali, regolarmente ratificate dal Regno de Marocco, sul diritto interno ed il consolidamento di diritti e libertà, visioni tipiche delle società democratiche avanzate.

Ricordiamo, inoltre, che nel 2017 il Consiglio superiore degli Ulema del Regno del Marocco attraverso una fatwa intitolata “La via degli eruditi”, ha rinnegato la pena capitale nel caso di apostasia, ovvero nel caso di ripudio dell’Islam da parte di un musulmano.

Eliminando il crimine di apostasia, gli eruditi marocchini permettono a chiunque di abbandonare l’Islam senza che ciò comporti la pena capitale, come invece ancora accade in altri paesi.

Il Marocco come esempio di tolleranza, multiculturalità e laicità delle istituzioni.


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