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La tutela del patrimonio materiale e immateriale liquido e della sostenibilità ambientale legate all’acqua arriva nel continente asiatico.

Dal 28 al 30 ottobre si terrà in Cina il Forum “Great Rivers” (GRF) 2018.

Questo forum concentrerà l’attenzione su alcuni macro temi quali lo “Sviluppo urbano lungo i grandi fiumi – Riconnessione della città con il proprio fiume” e la “Creazione dei musei dell’acqua come elemento per preservare tale patrimonio”, come esempio concreto di interconnessione tra vari attori politici e regionali che vogliono affrontare la tematica dell’acqua e dello sviluppo sostenibile.

Anche la storia e la cultura cinese hanno un profondo legame con i propri fiumi. Nell’attualità della Cina il suo cuore liquido è costituito da città sorte sui fiumi, dove le case galleggianti hanno definito l’uomo “abitante dell’acqua”.

E’ questo il tema di questa importante edizione del Great Rivers 2018, un’indagine e un confronto a livello mondiale, ai massimi livelli, per ridefinire il futuro delle grandi civiltà dei fiumi. Solcata da oltre 5000 corsi d’acqua che hanno garantito per secoli i trasporti e le comunicazioni, la Cina ospita per lunghezza il terzo fiume più lungo al mondo dopo il Rio delle Amazzoni e il Nilo.

Il fiume Azzurro è il più esteso dell’Asia. Lungo 6.418 km, per fare un confronto quasi dieci volte il fiume Po.
Se la civiltà cinese è nata grazie ai fiumi, il Fiume Azzurro è uno dei padri della Cina. Primo fiume cinese, spina dorsale di un enorme sistema di canali di irrigazione e di navigazione, grande produttore di elettricità, il Fiume Azzurro è però anche pericoloso: le sue piene, prodotte dai monsoni, hanno fatto centinaia di migliaia di vittime e da secoli gli uomini tentano di controllarle. Nasce dalle montagne tibetane e sfocia nel Mar Cinese nella gigantesca Shanghai, metropoli con più di 25 milioni di abitanti.

Questo vasto territorio ha subito un rapido processo di urbanizzazione ed uno sfruttamento costante da parte dell’uomo che sta mettendo a dura prova la salute di questo enorme bacino. Vi sono però nuove organizzazioni e progetti sensibili al tema idrico e ambientale e su questa linea è il Convegno Internazionale Great Rivers Forum (GRF 2018), un’opportunità di confronto e scambio per lo sviluppo di buone prassi, per sensibilizzare e consolidare opere di riqualificazione, mettendo in rete i principali attori a livello internazionale interessati all’universo Acqua.

Il Water Museum of Venice sarà rappresentato al Great Rivers 2018 grazie al ruolo di moderatore del Dott. Eriberto Eulisse (nella foto) ed alcuni suoi interventi all’interno del Forum. Un appuntamento unico che mette in luce l’obiettivo primario della conferenza internazionale, ovvero: “puntare ad un rapporto sostenibile tra uomo e risorsa acqua”, grazie alla tutela del patrimonio liquido, delineando alcuni macro temi quali, sviluppo urbano lungo i corsi d’acqua, riconnessione delle città e dei cittadini con i propri fiumi e lo sviluppo dei musei “liquidi” come centri polifunzionali per lo sviluppo sociale.

L’eccezionale patrimonio idraulico che fu costruito lungo i grandi fiumi deve essere concepito come il risultato di un processo, generato da un’eredità tangibile e intangibile e includendo monumenti e artefatti idraulici, ma anche tecniche e modelli di gestione.

Questo patrimonio culturale e naturale ereditato dal passato dovrebbe essere valorizzato e tutelato nell’attualità per affrontare specifiche sfide ambientali e della società, per proporre soluzioni per la gestione integrata delle risorse idriche e per rendere le città e gli insediamenti urbani, che si sviluppano lungo il corso dei grandi fiumi, più resilienti e adatti al cambiamento.

La Cina che vive il protagonismo di uno sviluppo selvaggio e non conforme alla tutela paesaggistica inizia a guardare con grande interesse tale progettualità, considerando che senza una visione globale del proprio rapporto con l’acqua, la sostenibilità ambientale e idraulica del paese è destinata a collassare.

L’iniziativa sostenuta dall’UNESCO-Ihp e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia sarà un momento di confronto tra partecipanti di fama internazionale per identificare nuove strategie e approcci innovativi atti a preservare le diversità culturali e l’ecosistema ambientale.


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