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Non sono lontani tamburi di guerra quelli che rullano in Ucraina. Ovviamente lo sporco gioco del leader di Kiev non è iniziato pensando all’Italia ma, purtroppo, coinvolge direttamente il nostro Paese.

Il governo giallo verde aveva appena incassato non solo il plauso di Lavrov, e dunque di Putin, per il vertice di Palermo sulla Libia, ma anche l’offerta di commesse russe per le aziende italiane e la disponibilità ad interventi sul debito pubblico.

Ovvio che Mosca si aspettasse una iniziativa italiana contro le sanzioni europee.

Invece va in scena la provocazione navale ucraina di fronte alla Crimea con lo strascico di conseguenze globali e con l’immancabile irrigidimento di un’Europa che a parole lotta per l’indipendenza da Washington ma, nei fatti, scatta pavlonianamente ad ogni fischio del padrone nordamericano.

Se a questo si aggiunge il sensibile calo del prezzo del petrolio (i benzinai italiani sono distratti e si sono dimenticati di ridurre i prezzi del carburante), si nota come sia in atto una offensiva contro la Russia che dal petrolio, e dal gas, ottiene le risorse per andare avanti.

Una aggressione, quella contro Mosca, che avrà come inevitabile conseguenza un ulteriore rafforzamento dei legami tra Russia e Cina, con il gigante asiatico in posizione di forza rispetto a Putin.

Una situazione che non danneggia solo l’Italia, bensì l’Europa intera. Che ha una forza contrattuale nei confronti di Washington ben maggiore se si presenta forte di un appoggio russo. E lo stesso vale nei confronti della Cina.

Non è un caso che i principali analisti russi di politica estera sostengano la necessità di un asse solido tra Mosca e l’Unione europea. Permetterebbe alla Russia di non dover subire il ricatto cinese in funzione anti Usa e permetterebbe all’Europa di aver voce in capitolo in qualsiasi confronto con Cina e Stati Uniti.

Invece i servi sciocchi che non si annidano solo a Bruxelles ma anche nei governi dei singoli Stati europei preferiscono scattare agli ordini di Washington, rinunciando a qualsiasi autonomia decisionale e ad una crescita economica.

Ancora più grave la situazione per l’Italia che si vede privare del partner perfetto per alzare la voce con gli euro cialtroni. Tra l’altro con il rischio che il nuovo scontro voluto da Washington attraverso il leader ucraino si allarghi anche alla situazione libica. Con l’Italia a subire le conseguenze di un conflitto più intenso tra Haftar e Al Sarraj.


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