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Mentre il mondo è in piena emergenza sanitaria e gli USA sono il primo Paese al mondo per numero di contagiati (e la cui sanità, garantita per i soli ricchi, può rappresentare un fattore di grande criticità), questi ultimi non perdono occasione per puntare il dito contro il Venezuela socialista.

Questa volta, il governo di Trump accusa il Presidente Nicolas Maduro di narcotraffico. Ovvero di essere alla guida di un “narcostato” e per questo – il Dipartimento di Stato USA – ha emesso contro di lui una taglia di 15 milioni di dollari per chiunque collabori al suo arresto.

L’accusa fondamentale è che il governo di Maduro sia in combutta con una fazione dissidente delle FARC (ex guerriglieri colombiani) per “inondare gli USA di cocaina”.

Il governo del Veneuzela ha risposto alle accuse facendo presente, in un comunicato, che “in un momento in cui l’umanità sta affrontando la peggior pandemia, il governo di Donald Trump torna ad attaccare il popolo venezuelano e le sue istituzioni democratiche, usando una nuova forma di colpo di stato fatto di accuse miserabili, volgari e infondate che cercano di minimizzare l’elevato riconoscimento che il Venezuela ha ottenuto nelle diverse sfere multilaterali nella lotta contro il traffico di droga (…). La profonda frustrazione della Casa Bianca dipende dalla pace che regna oggi in Venezuela, le cui autorità sono riuscite a neutralizzare tutti i colpi di stato e le destabilizzazioni pianificate e finanziate dagli Stati Uniti. (…).

Allo stesso modo, il governo di Donald Trump non accetta che, usando il suo proprio e unico modello, il governo di Nicolás Maduro stia riuscendo a gestire adeguatamente le minacce del Covid-19, di fronte al clamoroso fallimento delle istituzioni statunitensi in materia.

È importante ricordare il ruolo, riconosciuto a livello internazionale, che il governo bolivariano del Venezuela ha svolto nel facilitare i negoziati e arrivare alla firma del’accordo di pace tra il governo colombiano e le FARC. Il comandante Hugo Chávez e Nicolás Maduro, prima come ministro degli esteri e poi come presidente, sono stati gli attori chiave nel raggiungimento di un accordo di pace fondamentale per la società colombiana.
Ironia della sorte, è proprio in Colombia dove si produce quella droga che gli Stati Uniti lasciano entrare e che la loro popolazione consuma sfrenatamente. La DEA è stato l’attore internazionale chiave nel garantire dalla Colombia la produzione, la trasformazione e il trasferimento fino ai neuroni dei giovani negli Stati Uniti.

Oggi, attraverso le dichiarazioni dei diretti responsabili, trovano conferme le denunce degli ultimi due anni del Governo Bolivariano sull’assoluta complicità e sottomissione agli Stati Uniti delle autorità colombiane, le quali, ignorando tali gravi reclami e respingendo le informazioni specifiche che erano opportunamente fornite loro, hanno offerto il loro territorio e le loro risorse per le cospirazioni contro il Venezuela, in totale violazione degli accordi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite.

Il popolo venezuelano e il suo governo Bolivariano affronteranno con lo strumento della verità tutti gli attacchi e le bugie che provengono dal principale Stato che promuove il terrorismo e il traffico di droga nel mondo. (…)”.

In questo momento di profonda emergenza globale e in particolare per gli USA, nei quali scarseggiano tamponi e respiratori, al punto che rischiano di negare l’accesso dei respiratori ai disabili (sic !), il governo Trump sembra dunque ancora voler investire danaro e risorse nella destabilizzazione di un Paese sovrano, solo perché socialista.

Oltre a ciò, gli USA si rifiutano di togliere l’embargo a Cuba, Paese che sta inviando medici specializzati ovunque per far fronte all’emergenza Coronavirus.

In merito si è espresso il Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), António Guterres, il quale ha invitato a revocare le sanzioni imposte a diversi Paesi per garantire l’accesso agli alimenti, alle forniture sanitarie e per l’assistenza, di fronte alla pandemia del Covid19 che il mondo sta affrontando.

E in merito è intervenuto anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, che ha chiesto la sospensione delle sanzioni di fronte al Covid19.

La Bachelet ha infatti fatto presente che le sanzioni imposte dagli USA e dall’Unione Europea hanno un impatto negativo sulla salute pubblica a causa della mancanza di medicinali e attrezzature per combattere la malattia causata dal Covid19.

Un mondo più unito, che metta al bando ogni conflittualità ed ogni egoismo economicista, è oggi più che mai necessario.


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