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Il mese di marzo porrà in un’inedita situazione due nazioni latinoamericane

Si tratta del piccolo stato di El Salvador e della Colombia che andranno al voto rispettivamente il 4 e l’11 del prossimo mese.

A generare un parallelismo tra i due Stati è soprattutto la presenza di una formazione politica erede di un gruppo guerrigliero

Nello Stato centroamericano il Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale (FMLN) cercherà di imporsi sull’Alleanza Repubblicana Nazionalista (ARENA) nel voto per 262 consigli municipali. Le elezioni saranno anche un test in vista delle presidenziali del febbraio 2019 quando il FMLN dell’attuale presidente Salvador Sánchez Cerén potrebbe dover fare i conti, per la prima volta, con una candidatura alla propria sinistra, quella dell’ex sindaco della capitale San Salvador Najib Bukele, fuoriuscito dalla coalizione al governo. Se il FMLN in seguito alla trasformazione da gruppo guerrigliero a partito politico è riuscito ad ottenere già due mandati presidenziali e un notevole seguito nel Paese, molto più complicata sarà la prima candidatura della neonata Forza Alternativa Rivoluzionaria della Comunità (Farc) alle elezioni parlamentari colombiane. Nato in seguito agli accordi di pace con lo Stato colombiano, il partito espressione dell’ex gruppo armato marxista-leninista avrà garantita la rappresentanza con cinque deputati e cinque senatori fino alle elezioni del 2026.

In entrambi i casi il vero scoglio da superare è quello della violenza

che in Colombia ha visto riaffacciarsi i gruppi paramilitari, già autori di cinquanta omicidi dalla stipula della pace, e in El Salvador costringe lo Stato ad accordi con le maras, le tristemente famose gang criminali.


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