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Il primo Paese dell’America latina ad andare al voto nel 2019 sarà il piccolo Stato centroamericano di El Salvador per i cui elettori l’appuntamento è fissato per domenica 3 febbraio.

Dopo due mandati consecutivi il Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (Fmln) sembra essere fuori dai giochi per la corsa alla massima carica istituzionale della nazione.

La Costituzione vieta la ricandidatura per cui all’uscente Salvador Sánchez Cerén, ex guerrigliero, seguirà la candidatura dell’ex ministro degli Esteri Hugo Martinez vincitore delle primarie che vi avevamo commentato su queste stesse colonne (https://www.electoradio.com/mag/uomo-avana/el-salvador-la-sinistra-si-prepara-per-le-presidenziali/).

Lo storico partito di centrodestra Alianza Republicana Nacionalista (Arena) ha deciso di puntare sul proprietario di una catena di supermercati, l’imprenditore Carlos Calleja.

Entrambi questi candidati rischiano, però, seriamente di restare ben lontani dal favoritissimo Nayib Bukele.

Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, Martinez si fermerebbe al 10,6% dei consensi e Calleja al 19,7%.
Bukele, già sindaco di Nuevo Cuscatlán dal 2012 al 2015 e poi della capitale San Salvador dal 2015 al 2018 con il Fmln, ha abbandonato l’idea di candidarsi da indipendente con il cartello Nuevas Ideas, creato proprio da lui (https://www.electoradio.com/mag/uomo-avana/el-salvador-litalia-sconfitta-la-sinistra-governo/), trovando l’accordo con la Gran Alianza por la Unidad Nacional (Gana), partito conservatore di centrodestra mai giunto, finora, al ballottaggio o ad esprimere il presidente della Repubblica.

L’operazione, che qualcuno aveva giudicato un azzardo politico, sembra piacere all’elettorato e vede il trentasettenne in testa ai sondaggi con un confortante 44,1%.

La proposta programmatica di Bukele si basa su un misto di buon governo e capacità amministrative dimostrate nei mandati da sindaco e novità rispetto alle ricette degli storici partiti di destra e sinistra incapaci di porre fine alle violenze delle maras, le temibili bande armate che fanno di El Salvador il Paese più violento al mondo.


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