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Se un popolo affamato – come sosteneva Gianburrasca/Rita Pavone – fa la rivoluzione, un popolo dedito all’accattonaggio internazionale non si dedica ad analizzare il mondo ma resta fedele all’insegnamento “Franza o Spagna, purché se magna”. Poi, per fortuna, in qualche parte d’Italia si continua a studiare la geopolitica per rendersi conto in anticipo di ciò che accadrà.

Così il Trentino ospiterà, da domani a domenica, la nuova edizione del workshop del think tank Il Nodo di Gordio e del Centro studi Vox Populi, dedicato quest’anno al Mediterraneo allargato. Perché l’ex Mare Nostrum è tornato al centro dell’interesse mondiale, benché il governo italiano non se ne sia accorto.

Non c’è soltanto la questione libica sul tavolo del confronto mondiale. Una questione che in Italia si riduce esclusivamente al problema degli sbarchi dei clandestini. Mentre i Paesi con una politica estera sanno che in Libia si giocano i rapporti tra potenze regionali ed anche tra quelle globali.

Ma il Mediterraneo ha richiamato anche la Russia, i Paesi arabi, la Cina. Senza dimenticare il ruolo della Turchia che sul Mediterraneo si affaccia, così come Israele. Nuovi accordi tra Cina ed Egitto, a ribadire la centralità del Cairo, blandito anche da Mosca.

In Trentino – prima a Montagnaga di Pinè e poi a Levico – si confronteranno su questi temi ambasciatori, politici, studiosi, analisti, imprenditori. Perché la geopolitica è fondamentale anche per l’economia. Anche se a Roma hanno difficoltà a capirlo.


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