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L’esito delle elezioni legislative in Colombia assomiglia molto a quello uscito la settimana precedente in Italia

Né la coalizione più votata né il primo partito hanno ottenuto una maggioranza di seggi nei due rami del Parlamento.

La coalizione moderata del presidente uscente Juan Manuel Santos ha ottenuto complessivamente più seggi della destra dell’ex capo di Stato Alvaro Uribe

il cui partito Centro Democratico, però, è stato il più votato al Senato e il secondo, per pochi decimi di punto, alla Camera.

Nel contemporaneo voto per designare i candidati alla presidenza per le elezioni del 27 maggio hanno ottenuto la vittoria il senatore Iván Duque, per la formazione di destra, e Gustavo Petro, ex sindaco di Bogotà, per una vasta coalizione progressista.

Gli altri candidati alla presidenza saranno

l’ex vicepresidente German Vargas Lleras, il negoziatore governativo della pace con le Farc Humberto de La Calle, l’ex sindaco di Medellin Sergio Fajardo e l’ex ministro della Difesa Juan Carlos Pinzon.

Nel nuovo Parlamento saranno presenti anche cinque deputati e cinque senatori del nuovo partito delle Farc in base agli accordi di pace

Il risultato elettorale, in parte previsto, per gli ex guerriglieri è stato deludente (0,4% pari a 85.000 voti).

Inoltre, in seguito ai continui attacchi che sono costati la vita ad ex membri del gruppo marxista, contadini, sindacalisti e ambientalisti le Farc hanno ritirato ufficialmente la candidatura del proprio leader Rodrigo Londoño Echeverri, più conosciuto come Timochenko, per le elezioni presidenziali.

Ancora una volta ad incidere sul voto in Colombia è stato il grande dato dell’astensionismo, superiore al 50% degli aventi diritto.


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