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Santiago (terza parte)

Arrivati nella Città di Giacomo tutti vi consiglieranno di partecipare alla grande messa del pellegrino che si tiene nella Cattedrale tutti i giorni alle 11:00; esperienza suggestiva anche e forse soprattutto per il rito del Botafumeiro ossia un enorme incensiere che viene sollevato mediante un grosso canapo e fatto oscillare da una parte all’altra del transetto… (Essendo una persona molto curiosa sono andato ad informarmi circa l’origine di questo curioso rito… da subito avevo immaginato servisse per benedire più persone possibili… e invece NO! L’origine di questo rito nasce dalla necessità di coprire gli odori dei pellegrini che affollavano la cattedrale…) eppure io voglio consigliarvi altro…

Al netto del fatto che crediate o meno nella Chiesa, a mio avviso, non potete assolutamente perdervi la messa in italiano di Don Fabio e la conseguente benedizione del pellegrino… non una semplice messa, centinaia e centinaia di pellegrini seduti per terra all’interno della Cattedrale ad ascoltare ammirati le parole “semplici” di Fabio… emozioni vere che suggellano perfettamente la fine del Camino de Santiago e l’inizio del Camino de Vida.

Dopo aver partecipato alla messa sopra descritta, alla successiva meditazione ed essermi confessato, posso raggiungere il mio amico Emanuele e commettere nuovamente tutti i peccati per i quali ho appena chiesto perdono (scherzo)… dopo un “primo” aperitivo, ci lasciamo inebriare da Santiago antica, città incredibile, su e giù per scalinate, salite e discese, vicoli angusti che conducono a piazze meravigliose, giardini, locali e ristoranti in ogni angolo… prendiamo il cellulare e nella chat “dei pellegrini” (mano a mano che conosci persone sul cammino, comoda consuetudine è quella di raggrupparli tutti in una chat whatsapp, così da organizzare con loro eventuali cene nelle tappe di arrivo, scambiarsi consigli sui vari percorsi o sulla qualità degli Albergue) scriviamo “questa sera cena a Santiago per salutarci?”… pochi minuti dopo siamo già in dieci… e la cena a tre che avevamo preventivato si trasforma in una “tavolata di fine anno”… serata magica… persone di tutte le età, di tutte le città e nazioni, unite da un Cammino comune, che si raccontano la loro esperienza…

La serata ormai è terminata, c’è chi domani ha l’aereo, chi parte per Finisterre, c’è chi deve partire per il Portogallo, pertanto ci salutiamo, ci abbracciamo, foto di rito tutti insieme… e poi, così come a fine di ogni vacanza, ci giuriamo che ci vedremo di nuovo tutti insieme… molto presto… anche se già sappiamo che difficilmente accadrà.
Emanuele avrebbe dovuto prendere anche lui l’aereo per tornare a Torino e invece ha deciso di tornare con noi e quindi di godersi ancora una serata tutti insieme… il magnifico trio di pellegrini rimane compatto… e poi oggi arrivano a Santiago tre persone che non dimenticheremo mai…

Tante sono le persone che si incontrano lungo il percorso che conduce a Santiago eppure alcune, più di altre, rimangono tatuate nel cuore… non banalizziamo pensando solo al lato meramente fisico… qui c’è molto di più… chilometri percorsi insieme, senza nulla, ad anima libera, a confrontarsi e a confidarsi, a supportarsi e a sostenersi, a ridere di niente e a gioire per poco… questo anche se è difficile da spiegare a chi non l’ha vissuto è esattamente ciò lega le persone a doppia mandata… e non permetterà mai, al netto delle strade che ognuno percorrerà, di dimenticarsi di quello che si è vissuto…

Ore 19:00 “siete arrivate? Se vi va possiamo vederci alla Cattedrale alle 21… così mangiamo insieme e ci salutiamo!” Ore 19:15 “Perfetto! A dopo”.
Alle ore 21:00 io Alessandro e Emanuele ci rechiamo alla Cattedrale e ci mettiamo sdraiati sulla piazza ad attendere le nostre tre amiche… che ovviamente con un comodissimo ritardo di 30 minutini si palesano davanti ai nostri occhi… che emozione… Santiago amplifica tutto… e il non averle viste per 6 giorni ci è sembrato anni… forse anche la paura di non rivederle più… bastava un giorno di ritardo nel loro itinerario e non ci saremmo mai visti… io, Simona e Alessandro decidiamo cosa fare mentre Titti e Serena continuano a prendere a calci sul costato il “buon” Emanuele (state tranquilli il tutto è stato fatto con grande affetto) il quale aveva finto di essere partito con tanto di “sms melanconico strappalacrime inviato poche ore prima”…

Siamo felici… sei persone che si parlano addosso, non terminiamo un discorso, ridiamo, Titti ci racconta delle sue disavventure fisiche lungo il percorso (probabilmente le taglieranno i piedi…), cambiamo mille locali, una serata che non deve finire in fretta, mangiamo alle 23 e quando usciamo…. Santiago è totalmente vuota… i bar stanno chiudendo e le strade sono disabitate… “Come facciamo?” (Santiago non è una città per “vecchi”, citando un celebre Film, ma una Città per pellegrini… quindi si sveglia presto ma va a dormire altrettanto presto… assai divertente ma fino alle 24… oltre si spegne tutto). Emanuele in un angolo con il suo cellulare in mano naviga senza sosta: “Seguitemi pellegrini!”.

Dopo poco ci troviamo in un locale che sembra essere rimasto negli anni 60… “Makumba”… divani in finto velluto, bancone bar in finto mogano, un piccolo palco con led brutti e dotato di una psichedelia assai fastidiosa e…..(rullo di tamburi) un meraviglioso Karaoke… siamo solo noi in tutto il locale… pertanto, iniziamo a cantare (male) tutte le canzoni italiane che hanno in repertorio… il proprietario ci odia… sono le 2 di notte e noi continuiamo a cantare Ornella Vanoni e gli Eiffel 65 (non mi chiedete perché…) senza tregua… nessun altro avventore si azzarda ad entrare nel locale… ormai è nostro!!
Sfiniti e con le corde vocali ormai distrutte usciamo dal locale e ci rechiamo in albergo… ora è tempo di saluti… quelli veri, domani partiamo… e non per una tappa… torniamo a casa…quella reale…

Non dobbiamo dirci nulla, lo sappiamo… in uno sguardo c’è tutto questo cammino…in un abbraccio c’è tutto ciò che abbiamo vissuto… in un sorriso forse amaro c’è tutto ciò che non dimenticheremo mai…


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