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A meno di tre mesi dal colpo di Stato che ha costretto all’esilio, prima in Messico e poi in Argentina, lo storico presidente Evo Morales il Movimiento al Socialismo (Movimento per il Socialismo, MaS) risulta in testa ai sondaggi e rafforzato rispetto ai primi dati pubblicati qualche settimana fa sulle indicazioni di voto relative alle elezioni generali del 3 maggio.

L’effetto Morales, la cui candidatura per un seggio nel dipartimento di Cochabamba è stata resa ufficiale, ha ridato entusiasmo ai sostenitori del socialismo boliviano. Il ticket scelto dal partito del leader indigeno è quello formato dall’ex ministro dell’Economia Luis Arce, per la presidenza, e dall’ex ministro degli Esteri David Choquehuanca, per la vicepresidenza. Attualmente i due sono accreditati quasi del 32% e risultano in testa in cinque dei nove dipartimenti regionali, quelli di La Paz, Cochabamba, Potosí, Oruro e Pando.

Il primo inseguitore sarebbe l’ex presidente, e già sfidante di Morales nelle contestate elezioni del 20 ottobre, Carlos Mesa che con poco più del 17% avrebbe uno stretto margine di vantaggio sull’attuale presidentessa ad interim Jeanine Áñez. In particolare Mesa sarebbe primo nel dipartimento di Chuquisaca mentre la Áñez in quelli di Tarija e Beni.

Nella regione roccaforte della destra golpista dovrebbe farsi largo Luis Fernando Camacho, l’uomo forte esecutore del regime change caro agli statunitensi mentre il pastore evangelico di origini coreane Chi Hyun Chung sarebbe distante dal boom dello scorso autunno, quando sfiorò il 9%.

Il vero rischio per la coppia di fedelissimi del MaS rischia di essere nuovamente il secondo turno in cui tutti i candidati dell’opposizione potrebbero convergere sullo sfidante giunto al ballottaggio pur di non far tornare in sella il populismo di matrice socialista.

Dal proprio canto Luis Arce e David Choquehuanca potranno far pesare le competenze dimostrate in questi anni in cui hanno svolto incarichi istituzionali di alto livello e ridare fiato ad un movimento che rischia di pagare la lontananza fisica del suo leader di riferimento. Anche in quest’ottica risulta evidente la scelta di Choquehuanca, di origine aymara come Evo Morales e fra i fondatori del partito. Di pari passo saranno fondamentali le contemporanee votazioni per eleggere i nuovi membri delle due Camere dello Stato boliviano al fine di dare al nuovo presidente gli strumenti necessari a garantire la governabilità del Paese.


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