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La Cina è stata messa sotto accusa dal Presidente americano Donald Trump e dal suo segretario di Stato Mike Pompeo per lo sviluppo della pandemia da coronavirus. Le accuse sono molteplici: dall’avere nascosto per molto tempo la portata del problema all’avere provocato la fuoriuscita del virus dal laboratorio.

La perdita di vite negli USA è allarmante, la media ad aprile è di un americano morto ogni 44 secondi, a mostrarci il dato è la Cnn. Gli Stati Uniti continuano ad avere il primato di Paese più colpito dall’epidemia seguito dall’Italia, da Gran Bretagna, Spagna e Francia.

I casi di coronavirus in tutto il Pianeta si stanno avvicinando a 3,5 milioni con 250 mila decessi. L’OMS però continua a smentire che il coronavirus non abbia origini naturali. Piuttosto l’obiettivo è quello di comprendere come sia stata possibile la trasmissione da animale a uomo.

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo, in un’intervista alla AbcNews, muove grave accuse contro la Cina: “Ci sono numerose prove sul fatto che il coronavirus arrivi dal laboratorio di virologia di Wuhan”. Creano inquietudine nell’OMS le accuse partite da Washington nei confronti di Pechino.

L’ostilita’ del sistema è stata una delle motivazioni per cui gli Stati Uniti avevano tagliato i fondi all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ricordiamo che l’OMS, fondata nel 1948, è l’agenzia Onu responsabile per la salute globale ed è formata da 194 Paesi membri che garantiscono una quota di iscrizione in base alla popolazione e alla ricchezza. La gran parte del suo bilancio viene da contributi volontari. Gli USA rappresentano il primo Paese finanziatore con i suoi 400 milioni di dollari nel 2018/2019, che costituiscono il 15 per cento del budget. Il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha espresso la sua preoccupazione per la decisione di Trump. Ma è stato lo stesso Presidente americano a specificare che finché non verrà chiarito il ritardo della notizia di diffusione del Covid-19 nel mondo e l’approccio filo-cinese (la Cina è secondo grande contributore con 86 milioni di dollari al bilancio), non riprenderà a effettuare i versamenti all’organizzazione internazionale concentrata alla lotta alla pandemia.

La Cina ha esortato gli Stati Uniti ad adempiere i propri obblighi nei confronti dell’OMS poiché tale decisione influenzerà tutti i paesi. La dottoressa Patrice Harris dell’associazione medici americani, ha invitato Trump a riconsiderare la sua decisione, perché tutto questo non faciliterà la sconfitta del Covid-19.

Pompeo aggiunge: “Ci sono enormi indizi che è lì che è iniziato. Ricordate che la Cina ha una storia di infezioni propagate nel mondo e ha una storia di laboratori al di sotto degli standard. Questa non è la prima volta che abbiamo avuto il mondo esposto a un virus come risultato di un errore di un laboratorio cinese. La Cina ha fatto tutto il possibile perché il mondo non sapesse tempestivamente del Covid-19. Classica disinformazione comunista di cui saranno considerati responsabili”.

Il mistero si infittisce perché, come sostiene Pompeo, l’OMS ha cercato di inviare un team in Cina, ma nessuno è stato autorizzato ad entrare nei laboratori cinesi. Il partito comunista cinese si è rifiutato di collaborare con gli esperti mondiali.

Sono cinque i Paesi a muovere pesanti accuse al governo cinese sulla gestione della pandemia. Oltre gli USA troviamo la Gran Bretagna, l’Australia, Canada e Nuova Zelanda tutte mosse dalla convinzione che si vogliano insabbiare le metodologie rischiose utilizzate nei laboratori di Wuhan. Già dall’inizio nonostante fossero noti al governo cinese, risalgono a novembre i primi casi da coronavirus, la Cina si è presa tempo per riferirlo al resto del mondo e all’OMS.

Ancora più pesanti le accuse di Donal Trump che afferma di avere le prove che il coronavirus sia stato prodotto in un laboratorio di Wuhan: “Lì deve essere successo qualcosa di terribile. Può essere stato un errore, qualcosa che si è sviluppato inavvertitamente, oppure qualcuno l’ha fatto di proposito”.

Il Presidente degli USA sostiene che l’alto grado di certezza delle sue affermazioni è dovuto alle indagini dell’Intelligence americana. Saranno svolte indagini per determinare se la pandemia trovi la sua origine da contatti umani da animali infetti o da un incidente nei laboratori di Wuhan. In ogni caso Trump reclama centinaia di miliardi di dollari da Pechino come risarcimento dei danni causati dalla diffusione della pandemia. Posizione largamente condivisa dal partito repubblicano a Washington, tra i conservatori e da tutti i consiglieri del presidente USA.

Saranno intraprese iniziative giudiziarie da istituzioni americane, dai governatori del Missouri, del Mississippi e dalle cause promosse da gruppi privati. Il Washington Post come risarcimento danni ipotizza che sarà tolta alla Cina la sua “immunità sovrana” per consentire al governo degli Stati Uniti e alle vittime di coronavirus da altre parti di citare per danni Pechino.

Pechino a queste pesanti accuse risponde che il DNA del Covid-19 non corrisponde a quelli in cui si lavora nel laboratorio di Wuhan. Ma purtroppo su questa tesi non vi è nemmeno il sostegno di Regno Unito, Spagna e Germania: tutti sostengono l’origine oscura della pandemia. Seppure la maggioranza degli scienziati non condivida questa tesi e insista su una dinamica naturale per la diffusione del virus.

Il Quotidiano del popolo in Cina continua ad accusare Donald Trump di volere strumentalizzare la Cina, accusandola di essere la responsabile del virus, per sviare l’attenzione degli americani sugli errori commessi dal Presidente americano nella gestione dell’emergenza sanitaria. Il portavoce del ministro degli esteri, Geng Shuang, esprime il suo disappunto su quanto insinuato dalla Casa Bianca.

A causa della gestione contraddittoria e confusa del coronavirus, il gradimento da dicembre nei sondaggi di Trump crolla di 10 punti e di sei punti rispetto al suo avversario, Joe Biden, nella campagna elettorale. È chiaro che le presidenziali saranno decise dalla risposta al coronavirus, sia in campo sanitario sia in campo economici. Preoccupano i 26 milioni di americani che hanno chiesto sussidi per la disoccupazione e che decretano un paese in assoluta recessione. In questo momento solo il 23 per cento degli americani crede nel Presidente Trump, probabilmente le sue numerose gaffe, come quella sui disinfettanti, creano impopolarità.

Intanto il governo Conte tace sull’argomento forse è troppo pavido per puntare il dito su Pechino e le proprie responsabilità.


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