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Si è spento a Roma, lo scorso 13 febbraio, Emilio Ravel

(pseudonimo di Emilio Raveggi) uno dei principali innovatori dei programmi RAI, autore in coppia con Brando Giordani di tanti indimenticati programmi, da Colosseum a Pronto Raffaella.

Aveva lavorato alla televisione pubblica italiana fin dalla sua nascita, nel 1953, per la quale era stato tra i fondatori della testata giornalistica, quella che oggi è il TG1. Ma la sua fama è dovuta al seguitissimo settimanale di approfondimento giornalistico TV7, che andava in onda il venerdì in seconda serata, e a Odeon, firmati entrambi in coppia con Brando Giordani.

Odeon

era una rubrica settimanale in onda tutti i mercoledì, tra il 1976 e il 1978, che aveva come sottotitolo “tutto quanto fa spettacolo”. Nei tragici anni settanta la trasmissione fece epoca. Nell’immaginario italiano, infatti, Odeon sancisce la fine di un modo tradizionale di trattare le notizie per uno più aperto e scanzonato, come testimoniato dalla puntata di esordio sul locale parigino di striptease Crazy Horse, in un servizio che non rinunciava a inquadrature di nudo femminile. Ma la trasmissione è pure passata alla storia per gli appassionati di musica “prog”, in quanto la sigla finale era suonata da Keith Emerson, il tastierista di Emerson Lake & Palmer. Si trattava di una esecuzione indiavolata di Honky Tonk Train Blues, un brano del 1927 dovuto alla penna di Meade “Lux” Lewis, che riuscì persino ad inserirsi nella classifica dei dischi più venduti di quel periodo.

Alla fine della sua carriera televisiva Ravel, che era senese della contrada della Selva, è stato appassionato telecronista per la trasmissione in tv del Palio di Siena.


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