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Intervistiamo con grande piacere Lorenzo Gianeri, conosciuto ai più come Lollino

vincitore della Burn Music Academy nel 2016 e ora dj del roster della berlinese Artist Alife.

LUCA: Quanto è stato importante nella tua carriera aver suonato come resident per anni (per altro in diverse club night al top in Italia)?
Pensi che sia un valore aggiunto oppure un freno psicologico?

LORENZO: Quando ho iniziato a suonare era diverso, ed essere un dj resident di una serata definita di successo poteva essere già la chiave per intraprendere una carriera da dj professionisti.
Essere un resident è molto importante per farsi le ossa sul campo, imparare ad avere il controllo dei propri mezzi e del dancefloor, ci sono voluti tanti anni di gavetta, senza la quale non avrei potuto imparare a gestire una serata dall’inizio alla fine.
Bisogna avere il controllo e saper mettere il disco giusto in qualsiasi momento, in ogni situazione, non solo a locale pieno.
Personalmente non è mai stato per me un freno psicologico aprire a grandi dj ed essere resident per anni nella mia città natale Torino, anzi, è stata la chiave per far crescere la mia passione e stimolare sempre di più la voglia di affermarmi.

LU: Qual è il Lorenzo pensiero sulle Music Academy?
Dalla svolta della Burn Music Academy in poi pare ne stiano nascendo veramente molte

LOR: Penso sia importante cercare di trasmettere ed insegnare alle nuove generazioni le nostre esperienze e conoscenze.
L’arte del djing si sta evolvendo sempre più velocemente, non è più solo un questione di mettere a tempo due dischi, per quanto sia sempre la parte più importante.
Il mondo del dj va ben oltre la performance all’interno del club, bisogna diventare dei professionisti in più settori: alla produzione in studio, all’utilizzo dei nuovi software, la gestione delle infinite macchine da cablare, collegare e far suonare, per non parlare poi della parte pubblica, quella social, media.
Bisogna saper gestire le serate ma anche le giornate intere, e tutto ciò che comporta una vita da dj, dall’esercizio fisico alla vera e propria ricerca di un personale equilibrio, bisogna saper viaggiare, comunicare, parlare altre lingue, relazionarsi con tantissime persone.
È fondamentale saper gestire le energie e non perdere mai entusiasmo e passione, porsi un obbiettivo, disegnare e studiare la strada per raggiungerlo e realizzarlo, per poi rimettersi in viaggio verso la prossima meta.
Ci siamo concentrati su tutto questo e molto di più, dopo la mia esperienza con Burn Residency, mi sento cresciuto sia sotto l’aspetto professionale ma sopratutto da quello umano, quindi auguro a chiunque abbia la mia stessa passione di poter vivere un’esperienza indimenticabile e costruttiva analoga alla mia.

LU: Ho avuto il piacere tempo fa di sentirti in versione live (con Ste Genta ndr) in una bella e coinvolgente performance, e da poco hai annunciato la nascita del progetto Variables.
non pensi sia giunto il momento per un lancio definitivo anche sul quel versante?
O la tua famosa passione per il turntablism avrà sempre la meglio?

LOR: La mia passione per tutta la musica in generale non è un segreto, amo fare il dj e spero di poter mixare per il resto della mia vita, ma “Lollino” è solamente uno dei miei progetti, sicuramente quello a cui tengo di più e a cui sono più affezionato 🙂
Il lancio definitivo su altri generi musicali è già avvenuto tanti anni fa, da quando ho varcato le soglie dello studio insieme al mio amico e socio Stefano Genta.
Sono stato rapito da un altro mondo, da allora vivo una vita parallela fatta di ore e ore su suoni e musica provando a creare sempre qualcosa di nuovo, e ogni tanto da queste avventure musicali nascono progetti interessanti.
Un anno fa abbiamo fondato una società, la Vari Production per poter sviluppare al meglio tutte le nostre idee, e quelle di altri musicisti che riteniamo interessanti.
Abbiamo molto progetti in corso come il live Soundiside, le etichette Morning Glory e Variables, lo studio di mix e master Motherfader ma anche tanti altri in fase di sviluppo e quasi pronti per il “lancio” di cui spero si possa presto sentir parlare.

LU: Come sono cambiate le tue abitudini da quando hai lasciato il suolo subalpino per trasferirti definitivamente a Berlino?

LOR: La mia vita è cambiata radicalmente, non era in programma il trasferimento in terra tedesca, ma quando sono atterrato a capodanno a Berlino per suonare con la crew di Hyte il mio soggiorno si è trasformato in un trasloco definitivo.
Questa città mi ha subito conquistato, qua si fa sul serio senza prendersi troppo sul serio.
A Berlino c’è una vera cultura e rispetto del clubbing, ogni persona ha un ruolo ben definito all’interno della “scena” e il compito dei dj è esclusivamente quello di concentrarsi sulla propria arte, sulla musica, e il risultato si sente.
Tutto parte dalla musica e il risultato dei party perfetto è una conseguenza, troppo spesso in Italia ho visto più attenzione ai dettagli di un tavolo nel privé piuttosto che dell’impianto audio.. sacrilegio!!

LU: Quando ti rivedremo e risentiremo a Torino e in che circostanza?

LOR: Torino non l’abbandonerò mai, e tornerò sempre a suonare in casa fino a quando ci sarà qualcuno ad ascoltarmi.
Ci rivedremo sicuramente in uno dei miei eventi preferiti, il 7 luglio al Kappa FuturFestival, passando prima dal Doctor Sax il 26 Aprile.
Sono nato a Torino, la mia formazione è nata tra i Murazzi e i portici, tornerò sempre a suonare fino a quando ci sarà qualcuno ad ascoltarmi.


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