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Ha vinto il più forte, non chi ha giocato meglio. Ma, in fondo, anche questa è una dimostrazione di forza. La Francia conquista il suo secondo mondiale di calcio grazie ad un’autorete e ad un rigore provocati dai due “italiani”, Mandzukic e Perisic.

Poi dilaga, con il rigore trasformato da Griezmann e le reti di Pogba e Mbappé.

La Croazia, che aveva pareggiato con un gran goal di Perisic, accorcia le distanze con Mandzukic (sempre loro due, nel bene e nel male) ma finisce 4 a 2 e a Parigi può cominciare la festa.

La Croazia ha sperato nel miracolo, forse anche nella madonna di Medjugorie di cui è fedele l’allenatore croato. A Zagabria non l’hanno presa troppo male. D’altronde era la prima volta che la squadra raggiungeva la finale e l’apprezzamento per i giocatori non è venuto meno.

Ci hanno provato, hanno passato quarti e semifinale con i tempi supplementari, dunque erano più stanchi e avevano avuto anche un giorno in meno per recuperare. E sono la squadra di una nazione con 4 milioni di abitanti.

Macron, invece, potrà usare la coppa per far dimenticare i crescenti problemi della Francia.

Un mondiale più politico che sportivo. Giocato, da tutti non solo dai francesi, con scarsa attenzione per lo spettacolo. Con polemiche sulle squadre trasformate in legioni straniere, con la delusione per le opache prestazioni di Messi, con Ronaldo coinvolto più nel calciomercato che nel calcio giocato.

E, ovviamente, con l’Italia rimasta a casa, cacciata da una Svezia che non ha poi demeritato.

Mentre tra i vincitori non possono mancare Vladimir Putin e la Russia. Una grande dimostrazione di efficienza su cui molti non avrebbero scommesso. Invece è stata cancellata l’inefficienza sovietica, l’ottusità della burocrazia e la Russia ha mostrato una immagine vincente.

Ora si volta pagina e si guarda agli europei che, in fondo, assomigliano molto ai mondiali considerando che le 4 semifinaliste erano tutte europee. Ma dovranno voltar pagina anche i sudamericani, Brasile e Argentina in particolare. Partono sempre tra le squadre favorite e, sempre più spesso, rappresentano le maggiori delusioni. Così come ha deluso l’Africa, saccheggiata dalla Francia ma non è solo questo il motivo di un decollo perennemente rinviato.

Non ha deluso, invece, il Giappone che ha chiuso il mondiale come simpatica sorpresa.

Ma da oggi il protagonista è solo il calciomercato, anche se l’operazione Ronaldo oscurerà le prossime operazioni.


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