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La fantasia degli attaccanti del Napoli, la forza fisica dell’Inter, la continuità della Juventus, l’equilibrio del Milan, o magari la freschezza della Lazio: che cosa farà la differenza in questo campionato?

È presto per dirlo, dato che siamo soltanto all’undicesima giornata. Certo è che il torneo di quest’anno, viste le premesse, potrebbe essere uno dei più appassionanti degli ultimi decenni.

Nel posticipo di domenica sera a Udine, il Milan fatica a contenere la dinamicità dei padroni di casa ma regge. La partita è fisica, dura. Poi i rossoneri perdono Higuain per infortunio e, paradossalmente giocano meglio. La gara resta in equilibrio fino al 97mo, quando Romagnoli la butta dentro. È uno a zero per il Milan che mantiene il quarto posto. Per l’Udinese è crisi vera.

Si diceva della continuità della Juve. Dybala la porta in vantaggio dopo appena 42 secondi ma poi allenta la presa e il Cagliari pareggia con Joao Pedro. Ma prima del riposo un autogol di Bradaric, su tiro di Douglas Costa, riporta avanti i bianconeri. Nel secondo tempo non succede quasi nulla fino a cinque minuti dalla fine quando il Cagliari spreca una colossale occasione e subisce il terzo gol sul contropiede di Ronaldo che serve il colpo vincente a Cuadrado. 31 punti nelle 11 partite iniziali: eguagliato il record di Roma e Napoli.

Intanto venerdì sera, proprio il Napoli, aveva travolto con cinque gol a uno un Empoli sempre intraprendente ma oggettivamente inferiore alla squadra di Ancelotti. Un super Mertens ne fa tre e si porta a casa il pallone.

Sabato pomeriggio, a San Siro, l’Inter mette sotto il Genoa, grazie a un’ottima prima mezz’ora, e si può permettere di gestire agevolmente il resto della gara. Va sul tre a zero a inizio ripresa e chiude nei minuti di recupero con altri due gol: il che porta a cinque il bottino finale. Settima vittoria consecutiva contro un Genoa oggettivamente imbarazzante, soprattutto in difesa.

A Firenze la Roma cerca di fare la partita ma è poco incisiva e spesso disordinata. I padroni di casa vanno in vantaggio con un rigore dubbio, sul quale l’arbitro Banti non si avvale dell’aiuto del Var. Ma a cinque minuti dalla fine pareggia Florenzi che sfrutta una brutta respinta del portiere Lafont. La Viola mantiene l’imbattibilità interna, ma entrambe le squadre perdono contatto con le zone nobili della classifica.

La trasferta a Marassi contro la Sampdoria si presentava come difficile e insidiosa. Ma nel Torino si sblocca finalmente il Gallo Belotti che, nel primo tempo, segna, si procura un rigore e lo realizza. A inizio ripresa Iago Falque ingriglia il terzo. A meno di mezz’ora dalla fine Quagliarella accorcia sugli sviluppi di un penalty, dopo che Sirigu aveva parato il suo calcio dal dischetto. Però Izzo la chiude 4 a 1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il Torino aveva più volte dimostrato di essere una squadra solida, ma nell’occasione ha messo in campo concretezza e organizzazione, scavalca Roma e Fiorentina e si porta al settimo posto, a un solo punto dalla zona Europa.

Anche tra Lazio e Spal, nell’anticipo di domenica pomeriggio, finisce 4 a 1. La squadra di Inzaghi domina, soprattutto nel secondo tempo, e cancella con una buona prova il brutto ko subito con l’Inter. Con un pizzico di fortuna in più il risultato sarebbe potuto essere anche più rotondo. Tuttavia basta ai biancocelesti per consolidare il quarto posto in classifica.

Nelle altre gare il Sassuolo espugna il campo del Chievo con due reti a zero e raggiunge il sesto posto; a Bologna l’Atalanta vince 2 a 1 in rimonta, mentre finisce a reti inviolate tra Parma e Frosinone.

Dei 34 gol segnati in giornata ben 19 sono stati segnati da italiani. Non male…


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