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Da qualche tempo si aggira per le stanze del tempio calcistico italiano un procuratore di nome Wanda.

Capita spesso di incontrarla alla “Scala del calcio” a Milano, seduta in tribuna vip affianco ai dirigenti dell’Internazionale, club nel quale gioca il suo adorato marito Mauro Icardi.

O forse sarebbe meglio dire giocava, perché da qualche settimana il formidabile attaccante nerazzurro, ma argentino d’origine, è stato escluso dalla rosa dopo esser stato degradato dal ruolo di capitano. Un affronto umiliante al cospetto dello stadio intitolato al Peppin Meazza, leader dell’Ambrosiana-Inter (di cui è ancora oggi il migliori goleador) e della Nazionale che vinse due Coppe del Mondo negli anni ’30.

Le ragioni di questo coup de théâtre non sono chiare: alcuni dicono che il bomber interista avrebbe assunto atteggiamenti inconciliabili con le regole e il bon ton dello spogliatoio nei confronti dei suoi colleghi-compagni, anche se nelle stagioni precedenti non si è mai avuta notizia di simili contrasti, che peraltro sono comuni a ogni squadra; per altri si tratterebbe invece di un problema di rapporti con allenatore e direttore sportivo, entrambi arrivati a Milano nella stagione in corso, coi quali il fenomeno dell’area di rigore non si troverebbe a proprio agio; ma questa sembra essere solo una scusa che in realtà copre una difficile trattativa sul rinnovo del contratto del giocatore, che dopo aver dimostrato di essere perno dell’attacco e uomo-leader dell’Inter ha alzato la posta del suo ingaggio.

E qui interviene la moglie, Wanda Nara, avvenente bionda senza peli sulla lingua, anch’essa “gaucha”, che da tempo cura i rapporti professionali ed economici del marito nel mondo del calcio.

Fin qui nulla di strano: non è la prima e non sarà l’ultima bega nata fra una società e il suo giocatore di punta, quando sono in ballo molti soldi e i programmi futuri di entrambi.

Quello che più stupisce di questa vicenda è il caos che si è creato attorno alla figura della procuratrice argentina, che è anche modella e showgirl e ha pure un appuntamento fisso in televisione al programma Tiki Taka di Mediaset, dove esibisce spesso mise osé e una sicumera da femme fatale che certamente non piace a molti addetti ai lavori.

La cosa più incredibile però è che le critiche più aspre le giungano dal mondo femminile del calcio e dalle femministe italiote, che han già fatto polpette della professionalità e del look di Wanda. A cui viceversa giunge il pieno sostegno della metà maschile del giornalismo calcistico, nonché dei commentatori tv. Fra cui il buon Collovati, altra vecchia gloria del club meneghino, il quale è stato radiato dalla Rai per aver pubblicamente affermato che le donne non sono assai competenti di calcio, anche se non si stava riferendo alla procuratrice signora Icardi…

Un vero ginepraio, che confonde le opinioni che ci hanno inculcato da anni sulla centralità del genere rosa nella società e sull’importanza che assuma sempre più ruoli di potere. Un caos ancor più agitato dopo che alla Nara è stato assegnato il Premio Socrate 2019, per la capacità di affermare la propria idea e personalità nella società moderna.

La risoluzione della crisi è comunque prossima, anche se non intellegibile. Nonostante le lacrime in tv e le ripetute conferme che Icardi non lascerà l’Inter da parte della moglie, in pochi ormai ci credono, soprattutto dopo la rinnovata esclusione del puntero dalla partita clou della stagione, il derby milanese di domenica prossima.

Ricordando il famoso film di cui abbiamo parafrasato il titolo, è molto probabile che assisteremo a una fuga di Wanda col marito verso un mondo migliore, con ingaggio migliore e possibilità di riscatto per l’attaccante argentino, nonché un nuovo palcoscenico per la procuratrice-innovatrice che in Italia non avrebbe potuto avere miglior sorte.


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