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La sedicesima giornata di serie A è stata caratterizzata dal Derby di Torino.

Ha vinto la Juve, come c’era da aspettarsi, ma il Toro ha lottato con coraggio e grinta fino alla fine ed ha ceduto soltanto a metà secondo tempo quando Zaza ha passato un pallone pericolosissimo al suo portiere sul quale Mandzukic si è fiondato con astuzia, costringendo l’estremo difensore granata a un intervento scomposto.

Rigore ineccepibile trasformato da Ronaldo. Per le statistiche si tratta del gol numero 5000 dei bianconeri in serie A.

Fino a quel momento la partita era stata combattuta, tattica ed equilibrata: il che, tradotto dal gergo dei giornalisti sportivi, vuol dire piuttosto brutta. Nel primo tempo, tra calcioni, falli e interventi dei medici in campo, si è giocato pochissimo. Così poco che Allegri, nel secondo tempo, non ha effettuato sostituzioni.

Le due squadre erano così preoccupate di prendere gol che si sono fronteggiate con un pressing ossessivo, chiudendo ogni possibilità agli avversari nella costruzione del gioco. Per un’ora non si sono viste che un paio di occasioni per parte: un tiro di Ronaldo al 20mo, deviata da Sirigu con una parata formidabile, e una mischia davanti a Perin poco più tardi.

Il Torino ha mantenuto un buon ritmo per oltre un’ora, ma poi è calato lasciando spazio ai bianconeri che, solo da quel momento hanno potuto giocare mantenendo agevolmente il possesso palla.

Ma, come si diceva, c’è voluto un errore in disimpegno, l’unico della serata, per consentire di sbloccare il risultato.

La partita è finita lì, se si esclude un gol di Mandzukic annullato per un tocco di Ronaldo in fuorigioco: situazione analoga a quella vista a Berna mercoledì scorso. I granata, colpiti anche psicologicamente non ne avevano proprio più, e la Juve si è limitata a controllare.

Inevitabili le polemiche post partita. Mazzarri si è lamentato per due rigori negati alla sua squadra. Secondo lui Belotti è stato spostato irregolarmente mentre era in elevazione per colpire di testa a pochi passi dalla porta. In un’altra occasione Alex Sandro ha trattenuto Zaza in area. Secondo l’allenatore granata si trattava di due falli da rigore. Ma l’arbitro Guida e i suoi collaboratori evidentemente erano di un altro avviso.

Tant’è: la Juve vola a 46 punti e porta a 15 le vittorie da inizio campionato sulle 16 disputate.

Un record che supera anche le più rosee aspettative dei suoi tifosi. Il Torino, invece, abbandona la Zona Europa scavalcato dal Sassuolo, che dopo un mese e mezzo torna alla vittoria battendo il Frosinone per 2-0; dalla Sampdoria che a Marassi batte col medesimo punteggio il Parma con un gol dell’immarcescibile Quagliarella; e dalla Fiorentina che torna al successo dopo due mesi e mezzo, battendo al Franchi per 3-1 l’Empoli nel derby toscano.

Prima del Derby torinese l’Inter aveva vinto in casa contro l’Udinese grazie a un rigore assegnato con l’ausilio del VAR a cinque minuti dalla fine, e realizzato da Icardi. Gara incolore da parte dei nerazzurri che comunque hanno tentato di scrollarsi di dosso l’onta dell’eliminazione dalla Champions.

Tiene il passo della capolista anche il Napoli che, a Cagliari, fatica oltremisura ad aver ragione dei rossoblù locali, trascinati da uno straordinario Padoin. Gli uomini di Ancelotti passano solo nel primo minuto di recupero grazie a una punizione perfetta di Milik, dopo che la partita era rimasta in equilibrio sullo 0-0 per novanta minuti.

Festival degli errori, o degli orrori, nel posticipo serale all’Olimpico, tra Roma e Genoa. Il portiere giallorosso Olsen si distingue per due papere clamorose; e meno male – per i romanisti – che dalla seconda, come dalla prima, non scaturisce un gol per gli ospiti per un fuorigioco precedente. Chissà quanto si rimpiange Allison, ceduto in estate al Liverpool! Finisce 3-2 per la Roma che però non riesce a scacciare i suoi fantasmi.

All’ora di pranzo di domenica era finita 0-0 tra SPAL e Chievo, con i veronesi che proprio non riescono a vincerne una.

Per sapere come finiranno Atalanta Lazio e Bologna Milan bisognerà aspettare stasera per la prima gara e martedì per la seguente.

I tempi in cui si giocava tutti alle tre del pomeriggio di domenica sono ormai lontani: è il cosiddetto “spezzatino”, condito di diritti televisivi e di tanti tanti soldi.


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