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Se non è proprio il Tramonto degli Idoli, poco ci manca. Prima l’Argentina, poi Spagna e Portogallo ed infine il Brasile hanno pareggiato la loro partita di esordio. E peggio ancora ha fatto la Germania che ha addirittura perso contro un sorprendente Messico.

Certo, il torneo è appena all’inizio e i giocatori devono smaltire le scorie dovute alle fatiche di una stagione lunga e stressante, nonché i carichi di lavoro sopportati nel corso dei ritiri delle rispettive nazionali, amichevoli di avvicinamento comprese.

Però stiamo parlando delle quattro squadre che da ogni parte venivano considerate le più probabili pretendenti al titolo. Alle quali va aggiunta la Francia che ha sì vinto la sua prima partita, ma che ha fatto particolarmente fatica a superare una modesta Australia che ha avuto accesso alla fase finale solo grazie al “biscotto” combinato con l’Arabia Saudita ai danni del Giappone. Come ha faticato l’Inghilterra per battere al novantesimo una modesta Tunisia.

È pur vero che si sono fin qui viste partite giocate al risparmio, nel corso delle quali le squadre sulla carta più forti hanno cercato di conservare al massimo le energie in vista dei turni futuri, mentre le nazionali meno quotate hanno cercato di dare il massimo, giocandosi subito il tutto per tutto. O che, come si è visto, difendevano con i denti un pareggio o, nei casi più fortunati, un misero gol di vantaggio.

Già: i gol. Ne abbiamo visti pochi, e quei pochi sono venuti il più delle volte da calci da fermo. Unica eccezione la goleada della partita che ha inaugurato il mondiale. Ma in quel caso a vincere per 5 a 0 è stata la squadra di casa, che giocava sotto gli occhi compiaciuti del proprio leader Putin.

Per il resto si è visto poco gioco manovrato. Le grandi hanno attaccato senza convinzione e le piccole si sono difese come hanno potuto.

Ma come si diceva all’inizio, il campionato è ancora lungo.


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