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In attesa che il mondo politico passi dalle chiacchiere ai fatti concreti, da stasera ricomincia il campionato di Serie A. E finalmente, almeno per quanto riguarda il calcio, sarà il campo a disegnare la realtà dei fatti e non più i commentatori.

Numerosi sono i motivi di interesse del torneo che va a incominciare. Innanzitutto quali saranno le squadre che ambiranno alla vittoria finale.

Al momento la Juventus è l’unica che abbia dichiarato di puntare al vertice. Una manciata di altre compagini non si sono sbilanciate, dichiarando che il loro obiettivo è di piazzarsi tra le prime tre o quattro. Parliamo di Inter, Milan, Napoli, Roma e la stessa Fiorentina. Ma è ovvio che le ambizioni di queste ultime siano quelle di mettere sotto non solo i bianconeri di CR7 – che resta comunque la squadra da battere – ma guardino al bottino pieno come obiettivo di stagione.

Tutte sperano che la Juve abbia la pancia piena dopo gli otto scudetti consecutivi, che sia distratta dalla Champions, che il cambio di parecchi giocatori e dello stesso tecnico non le consentano di ripartire a razzo come era successo, per fare un esempio, lo scorso anno.

E in effetti Milan, Inter, Roma e soprattutto il Napoli, possono contare sul fatto di aver cambiato poco garantendo alle loro formazioni una continuità di gioco e di automatismi tattici che i bianconeri non hanno ancora dimostrato, almeno nelle partite estive di preparazione.

Per quanto riguarda le altre squadre, le ambizioni sono differenti: c’è chi mira a salvarsi, come Cagliari, Bologna, Udinese, Brescia, Verona, Lecce e Spal; e chi aspira, al massimo, di raggiungere la zona che permetterà di partecipare alle coppe europee, a partire da Torino con le due genovesi, il Parma, il Sassuolo, la Lazio e l’Atalanta.

Ma sappiamo benissimo che le sorprese sono dietro l’angolo. Il Cagliari, per esempio, si è rafforzato parecchio con una campagna acquisti importante; e lo stesso, anche se in tono minore, ha fatto il Brescia con l’ingaggio di Balotelli, o il Bologna.

Di certo dovremmo assistere ad un campionato più equilibrato e incerto al vertice con possibili inserimenti di outsider inaspettati.
Quel che è sicuro consiste che tutte le squadre che hanno vinto almeno un campionato, a partire dall’introduzione del girone unico nel 1929/30, faranno parte dello schieramento di partenza.

Dunque? Che lo spettacolo cominci!


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