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Fu vera gloria? La domanda, riferita al recente e inatteso trionfo a Firenze in Coppa Italia, sorge spontanea dopo la brutta debacle casalinga della Fiat Auxilium Torino, superata in casa dalla Reyer Venezia

Certo, gli alibi non sono pochi: i veneti sono campioni d’Italia ed erano reduci da due sconfitte consecutive contro i gialloblù. La prima in Laguna e la seconda, ben più sanguinosa, nel primo turno delle Finals di Coppa Italia.

Le motivazioni ai veneziani non mancavano di certo e alla fine una sconfitta, dopo 5 vittorie consecutive, ci poteva anche stare. Ma non così. Non senza dimostrare di essere squadra

Già, perché gli uomini di coach Galbiati hanno dato l’impressione (come spesso, quest’anno) di essere un gruppo di grandi individualità, ma senza un gioco efficace. I tiri di Venezia arrivavano “facili”, i tagli regolari, le triple costruite con giudizio.
Sul fronte torinese l’impressione è che tutto fosse sempre affidato al grande estro dei singoli. Alla vena realizzativa da oltre l’arco di Bungou Colo o di Vander Blue (ieri davvero sotto tono), alle forzature di Vujacic (il canestro forzatissimo e difficilissimo piazzato nel terzo quarto è quasi l’emblema della partita di Torino), alla discontinutà di un Garret capace di giocare una partita a nostro giudizio non sufficiente (considerate le sue qualità) nonostante i 25 punti messi a referto, alla grezza (ma promettente) esplosività di Pelle, un potenziale crack dal punto di vista fisico e atletico, ma che necessita di essere educato cestisticamente e sgrezzato.

E così, contro una Venezia solida, che ha fatto – e bene – il suo, non è bastata la garra del solito Peppe Poeta e l’incitamento di un pubblico ancora gasato dalla recente storica vittoria in Coppa Italia.

Ora l’obiettivo playoff si complica e non poco

Torino è al quinto posto, a pari merito però (22 punti) con Sassari, Cantù, Bologna e Trento. Sotto a una sola vittoria di differenza, c’è Cremona, contro la quale – la prossima settimana – sarà fondamentale vincere per continuare la corsa verso il terzo obiettivo stagionale.

A fine partita Paolo Galbiati non ha accampato scuse: “Non nascondo la delusione e l’arrabbiatura per il match di questa sera – ha detto -. Avremmo dovuto perdere con un divario superiore rispetto agli 8 punti finali. Venezia è arrivata seria ed arrabbiata ed ha giocato un confronto stile playoff. Alcuni nostri giocatori non hanno rispettato le regole. Abbiamo speso pochi falli nel primo quarto”. “Venezia – ha aggiunto Galbiati – ha giocato una signora partita fondata su di un’ottima difesa, anche con tanta forza fisica. Noi non abbiamo vissuto una gran settimana e non siamo riusciti a riprodurre i ritmi che sarebbero serviti per contrastare Venezia, meritatamente prima. Buone prove, anche se con errori, di Garrett ed Mbakwe. Non ancora all’altezza Blue, ma il tempo è dalla sua parte. Anche Colo è stato autore di un brutto primo tempo. Ora ripartiamo di qui, senza più pensare ai giusti festeggiamenti per la vittoria in Coppa Italia”.

FIAT TORINO – REYER VENEZIA 82-90
Torino

Blue 7, Garrett 25, Pelle 8, Vujacic 7, Poeta 4, Colo 9, Washington 7, Mazzola, Tourè, Mittica ne, Akoua ne, Mbakwe 15; all. Galbiati
Venezia
Haynes 12, Peric 5, Bramos 9, Tonut, Daye 13, De Nicolao 13, Jenkins 15, Bolpin ne, Ress ne, Biligha 10, Cerella, Watt 13; all. De Raffaele

Foto:
https://www.auxiliumpallacanestro.com


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