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Non essendo evidentemente state sufficienti le figuracce del calcio italiano a tutti i livelli, mancava soltanto la classica “goccia”: il caos della serie B.

Si cercherà, anche se arduo, di essere il più sintetici possibile.

A tutt’oggi ecco i punti fermi (…).

La mancata iscrizione, per vari motivi, al campionato cadetto di tre squadre. Avellino, Bari e Cesena.

Blocco dei ripescaggi e varo della competizione cadetta a 19 squadre. Tutto qua?

Ma non scherziamo. Tra rimpalli vari di responsabilità e un imprecisato numero di ricorsi da parte delle cinque squadre – in realtà sei – che ambirebbero alla risalita in B, nulla a tutt’oggi vi è di certo.

Se il tutto proseguirà com’è cominciato (si è già ad un quarto del campionato…), se le squadre passeranno a 20, 22 o addirittura 23 formazioni. Il tutto con pesanti ripercussioni anche nella serie inferiore, ovvero la C.

La Virtus Entella, per esempio, è una vera e propria “squadra fantasma”. Allenamenti regolari e tante amichevoli. Ma per qualsivoglia campionato è nel limbo. Ora si riunirà il consiglio federale. E l’evento più probabile è appunto la riammissione della squadra chiavarese in serie B, che passerebbe quindi da 19 a 20 compagini.

E nonostante la convocazione di una Camera di Consiglio per il 15 novembre, la decisione non dovrebbe più subire cambiamenti.

Ecco le possibili soluzioni.

Si rimane a 19 squadre, con maxi risarcimento di 12 milioni di euro per ogni squadra pretendente al ripescaggio.

Passaggio a 20, con riammissione dell’Entella. E conseguente spostamento, in serie C, della Viterbese dal girone C al girone A.

Serie B a 22, con riammissione Entella nonché ripescaggio di Novara e Catania.

Meno probabile il passaggio a 23 formazioni, con l’Entella e il ripescaggio di Novara, Catania e Siena.

In predicato, altresì, l’abolizione di play off e play out. Onde evitare lo svolgimento di partite troppo ravvicinate al fine di mettere ordine nel guazzabuglio precedente. Dove una delle 19 squadre, tra l’altro, osservava un turno di riposo sia all’andata che al ritorno. Essendo il numero delle medesime dispari.

Che aggiungere come commento? Meglio evitare, in tutta franchezza. A parte dire che il rimpallo tra i vari organismi teoricamente deputati a mettere ordine nella grottesca situazione, sia sportivi che giudiziari, è stato semplicemente penoso.

Quindi, come si diceva all’inizio, ennesimo ruzzolone del calcio in quanto a credibilità. E lo sport, purtroppo, con tutto ciò ha sempre meno a che fare.


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