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È stata la giornata dei pareggi in extremis, almeno in quella parte di campionato che vede solo da lontano le posizioni di vertice.

E, lassù in alto, per la Juve i numeri cominciano ad essere impressionanti: 14 vittorie nelle prime 15 giornate, e record eguagliato a livello europeo per i cinque migliori campionati.

Venerdì sera i bianconeri hanno superato in casa anche i terzi in classifica che ora si trovano a 14 punti dalla vetta. Senza il miglior Ronaldo e concedendo qualche occasione di troppo agli avversari i padroni di casa hanno sfoderato la consueta compattezza e una fame di vittorie difficile da immaginare per chi ha già vinto 7 scudetti consecutivi.

Sembra che le partite di campionato siano ormai diventate delle sedute di allenamento in vista delle sfide di Champions.

Una Champions alla quale sembra pensare anche il Napoli che, sabato pomeriggio, ha superato senza difficoltà, in casa, un Frosinone subito sotto e sempre troppo rinunciatario. D’altra parte la trasferta con il Liverpool aveva convinto Ancelotti a mettere in campo le seconde linee per risparmiare le sue pedine migliori per la sfida di martedì prossimo.

Anche la Roma, in trasferta a Cagliari, giocherà in Champions mercoledì. Ma ormai certa della qualificazione e, salvo clamorosi ribaltoni, del secondo posto nel suo girone, si concede una gara eccessivamente disinvolta che controlla, forte del vantaggio di due reti a zero, fino a cinque minuti dalla fine. Poi accade l’imprevedibile: prima segna Ionita, poi il Cagliari rimane in nove uomini per doppia espulsione, ma su azione di contropiede è Sau a portare la gara sul 2-2. Si sa: il pallone è rotondo.

Finale incredibile anche all’Olimpico della Capitale. Dopo venti minuti andava in vantaggio inaspettatamente la Sampdoria con il solito Quagliarella. La Lazio dominava prima e dopo lo svantaggio e finalmente riusciva a pareggiare a dieci minuti dal 90mo con Acerbi. In pieno recupero succede di tutto: la Samp resta con un uomo in meno, l’arbitro assegna un rigore alla Lazio che si porta sul 2-1 con Immobile, ma al centesimo minuto Saponara con un’acrobazia pareggia. Finisce 2-2. Il pallone è proprio rotondo!

Domenica all’ora di pranzo, al Mapei Stadium, la Fiorentina pareggia con il Sassuolo dopo un finale rocambolesco. Succede tutto nell’ultima mezz’ora: i padroni di casa vanno avanti di due gol, ma la Viola si riporta sotto con Simeone; tutto in cinque minuti. Poco prima della fine Sensi la riporta sul 3-1. Sembra finita, ma prima Benassi all’89mo e Mirallas al 96mo la riportano in parità. Finisce 3-3, per il terzo clamoroso pareggio di giornata.

E per certi versi è altrettanto clamoroso il pareggio del Tardini tra Parma e Chievo. Gli ospiti sono andati per primi in vantaggio, ma i padroni di casa pareggiano e fanno di tutto per vincerla, specie quando, nell’ultima mezz’ora, si trovano ad avere un uomo in più. Per il Chievo si tratta del quarto pareggio consecutivo, ma è sempre ultimo posto. Per gli emiliani è un ulteriore passettino in avanti.

L’Atalanta è corsara a Udine e, con il perentorio punteggio di 3 a 1, schiaccia l’Udinese a un passo dalla zona retrocessione, due soli punti sopra il terz’ultimo Bologna che le prende 2-1 dall’Empoli; in questo modo i toscani si sono allontanati un poco dalla zona pericolosa.

Domenica sera, a San Siro, Milan e Torino giocavano nel ricordo di Gigi Radice. Parte bene il Toro che sfiora il vantaggio già al quinto minuto e al quarto d’ora. Per vedere un tiro in porta del Milan bisogna aspettare il 32mo minuto. Nel primo tempo molto meglio il Toro che mette in difficoltà il Milan e meriterebbe il vantaggio. Ancora meglio i granata in avvio di secondo tempo, ma verso la fine calano inevitabilmente. Non era possibile tenere quel ritmo per tutta la partita. Negli ultimi dieci minuti il Milan prova a vincerla ma il Toro soffre e porta a casa un punto che gli permette di portarsi da solo al sesto posto in piena zona Europa.

Ah, tra Genoa e SPAL è finita 1-1. Piatek, che segna dal dischetto, torna in testa alla classifica marcatori con 11 reti.


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