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Il XV azzurro del tecnico irlandese Conor O’Shea aveva raggiunto Marsiglia con la consapevolezza di potersi giocare, se non alla pari quantomeno fino all’ultimo, la sfida ai galletti francesi

scossi da risultati negativi (due sconfitte in due gare) e scandali (che hanno costretto il ct Jacques Brunel a sospendere otto giocatori). La stampa francese aveva alzato i toni sia contro la propria nazionale che contro l’Italia, che vorrebbero fuori dal prestigioso torneo del Sei Nazioni o a giocarsi annualmente l’accesso con Georgia e Romania.

Una sconfitta in casa, per la prima volta si è giocato lontano da Parigi, avrebbe decretato il momento più basso del rugby francese

L’aria pesante e la sfiducia si sono notate anche sugli spalti dove, nonostante oltre diecimila biglietti gratuiti, si è registrato il minimo storico di spettatori. La sfida sul campo ha, però, seguito il solito copione che vede gli azzurri giocare un primo tempo dignitoso in cui dopo essere stati in vantaggio (5-7) hanno chiuso con un passivo sotto break di 11-7. L’enorme sforzo difensivo per placcare i tentativi di sfondamento francese nel primo tempo ha comportato il crollo fisico degli italiani a cavallo del 60’. Solo una meta nel finale e l’ottima difesa sull’ultimo attacco francese hanno evitato una sconfitta che è sembrata già più larga di quanto visto sul terreno di gioco e non hanno permesso ai francesi di arrivare a siglare la quarta meta con la quale avrebbero ottenuto il punto di bonus.

Il 34-17 finale lascia agli azzurri l’amaro in bocca e l’ultimo posto solitario nel torneo

dove nelle ultime due gare, trasferta in Galles e chiusura in casa all’Olimpico con la Scozia, bisognerà evitare l’ennesimo cucchiaio di legno.


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