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Il Comitato Olimpico Internazionale attacca l’Italia, e minaccia di escluderla dalle Olimpiadi di Tokyo del prossimo anno.

Con una lettera indirizzata al Coni, il Cio si è schierato contro le legge delega sullo sport voluta dal sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti che in questi giorni è all’ordine del giorno dei lavori del Senato dopo che è stata approvata in precedenza alla Camera.

Nella lettera il Cio scrive che il governo non può avere “un ‘controllo’ specifico” sugli enti che compongono il Comitato olimpico nazionale. La legge “intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni” e si minaccia di poter adottare “la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico”.

In pratica se la legge venisse approvata così com’è senza le necessarie correzioni l’Italia sarebbe fuori dallo sport, non potrebbe partecipare alle olimpiadi di Tokyo del 2020 e ovviamente il nostro Paese non potrebbe organizzare le Olimpiadi invernali del 2026.

Il Cio ricorda che «l’autonomia dello sport è formalmente stabilita in una risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata a New York nel mese di ottobre 2014» e che «lo sviluppo dello sport in un Paese richiede una positiva collaborazione tra le autorità di governo e le organizzazioni sportive nazionali (includendo i Comitati olimpici nazionali e le federazioni sportive nazionali) al fine di costruire le relazioni in termini fruttuosi ed azioni complementari con benefici per lo sport e gli atleti».

«Comunque – evidenzia ancora il Cio – tale cooperazione deve stabilirsi con assoluto e reciproco rispetto riguardo l’autonomia del Comitato olimpico nazionale e delle federazioni sportive nazionali, e senza alcuna interferenza esterna nella governance e nelle attività di queste organizzazioni».

Prima Sport e Salute, adesso la legge delega al governo: lo sport ha perso la sua autonomia, secondo il Cio. Che si schiera anche contro il “riordino” del Coni con decisioni “unilaterali” del governo. L’esecutivo dovrebbe solo essere di supporto alle sue attività “nella piena ottemperanza della carta olimpica”.

La Lega però tira dritto e per bocca del capogruppo Massimiliano Romeo replica: si va avanti “a prescindere da lettere e letterine varie”.

Non c’è fiducia, si voteranno tutti gli emendamenti”, ha aggiunto Romeo. Dopo tale risposta, fonti di maggioranza hanno fatto sapere a un’agenzia di stampa che i decreti attuativi che saranno emanati nel prossimo anno recepiranno le osservazioni del Cio e del Parlamento.

Ma a Losanna non sono convinti.
In pratica si tratta, come sempre, di una questione di soldi. Già con la nascita di Sport e Salute, era stata definita una delega al Governo per completare il processo di riforma dello sport con un apposito disegno di legge.

Ecco dunque il testo, già approvato dalla Camera e ora in esame al Senato, che all’articolo 1 conferma l’ampia delega concessa al Governo per l’adozione di misure in materia di ordinamento sportivo e le molte competenze sottratte al Coni: in primis la distribuzione dei fondi alle Federazioni sportive.


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