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Ci sono pomeriggi, così: che porterai sempre nel cuore. Milano, primi vagiti di una incerta primavera

Piazza del Duomo e Galleria Vittorio Emanuele sono un infinito andirivieni di turisti giapponesi che fotografano anche chi fotografa, modelle perennemente su una passerella di moda, semi famosi che si guardano attorno sperando nella grazia di un autografo o di un selfie, baristi che sorridono pensando che, prima o poi, la giornata finirà.

A Palazzo Marino, nella Sala Alessi si assegnano i premi “L’Altropallone

L’Associazione Altropallone Asd Onlus premia, dal 1997, chi si è adoperato, nel mondo dello sport, nella solidarietà e per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.

La giuria è di assoluta qualità

Gianni Mura, presidente, Milly Moratti, madrina del premio, Damiano Tommasi, portavoce dei premiati, Gianni Di Domenico, presidente dell’Associazione, Michele Papagna, coordinatore del premio.

Presenti alla manifestazione, per le istituzioni, Roberta Guaineri, Assessore dello Sport del Comune di Milano e Anita Pirovano, Capo gruppo Milano Progressista.

La giuria mi ha voluto premiare: “Nato in Brasile da emigranti veneti, dalla situazione apprende molte cose. Gli serviranno, da giornalista e da scrittore, per schierarsi dalla parte di uno sport etico, umano e inclusivo, e contro ogni degenerazione“.

Per queste parole ringrazio Mura, un collega da sempre “alto su di noi“. Ho dedicato il premio a mia madre Leda, che se ne è andata il 6 febbraio scorso, e chi mi ha insegnato il valore e la bellezza dei diritti, della giustizia, dell’accoglienza.

Io non potrò mai dimenticare la mia infanzia a San Paolo del Brasile, quel mio giocare in strada con coetanei mulatti, musulmani, ebrei, giapponesi.

E capire, fin da bambino, che il razzismo è davvero la cosa più stupida del mondo

Ma non voglio parlare di me. Ma degli altri premiati. Dell’ex campione argentino dell’Inter e del Genoa, Diego Milito: oggi segretario tecnico del Racing Club, ma soprattutto artefice di una fondazione che porta il suo nome e che si fa “carico degli studi e dei sogni dei bambini argentini più bisognosi” (sempre Mura). Diego sta donando felicità a ragazze e ragazzi, togliendoli dalle insidie della strada per farli andare a scuola e sul campo di pallone. In collegamento Skype dall’Argentina, Milito ha parlato della gioia che gli dà questa fondazione: perché il football deve essere condivisione, voglia di stare insieme, accettare la sconfitta. C’è stato spazio anche per una battuta di Milly Moratti: “Diego, torna! Abbiamo ancora tanto bisogno di te all’Inter…“.

Poi, una meritatissima menzione speciale per una squadra femminile di calcio: AM18 Football Team, formazione multietnica, allenata da Gian Marco Duina, che è sorta per promuovere le pari opportunità nello sport. Anita Pirovano si è proposta come portiere.

Infine, un premio per il rugby: AS Rugby Milano, che da dieci anni porta avanti, grazie anche al giornalista Giorgio Terruzzi, il progetto “Freedom Rugby” nel carcere minorile Beccaria.

Un pomeriggio davvero particolare. Dove lo sport è ritornato a essere passione, solidarietà, amicizia, tolleranza

Tornando a Torino in treno, ho ripensato a me stesso bambino. A San Paolo. A quella palla di plastica e di stracci, all’aquilone, a com’era bello il mondo senza barriere, senza odio, senza rancori. Al mio orgoglio infinito di essere figlio, nipote e pronipote di migranti.


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