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Al Meazza di Milano si gioca Italia Portogallo per la Nation League. Si tratta di una gara importante perché una vittoria potrebbe portare gli Azzurri al primo posto nel girone 3 e consentire loro di sperare di accedere alla Final Four.

Davanti ai 70.000 spettatori di San Siro, Giorgio Chiellini gioca la sua centesima partita in Nazionale: aveva esordito proprio il 17 novembre del 2004 a Messina in un’amichevole con la Finlandia.

Nel Portogallo non c’è Cristiano Ronaldo che ha chiesto e ottenuto di non essere convocato.

L’Italia cerca subito di prendere in mano la partita e infatti crea, e spreca, due occasioni già in avvio. Il colpevole principale è Insigne che prima non riesce a centrare la porta da buona posizione e poi scarica all’indietro mentre si trovava a pochi passi dalla porta.

Gli Azzurri continuano a fare la partita, tengono bene la palla con un fitto fraseggio, ma faticano a creare occasioni.

I Portoghesi sembrano un po’ disorientati e si limitano a un pressing difensivo, per altro efficace, senza però affacciarsi all’area difesa dal milanista Donnarumma. D’altra parte ai lusitani potrebbero anche accontentarsi del pareggio, data la situazione di classifica.

E intanto Bonucci, sfidando i fischi dei tifosi rossoneri, sfiora il gol al 38’ sugli sviluppi di un calcio di punizione. L’Italia spinge e i portoghesi picchiano rimediando diverse ammonizioni, ma il primo tempo si conclude a reti inviolate.

Si sente la mancanza di un centravanti di peso che sappia concretizzare il volume di gioco dei compagni. Ma Bernardeschi, che doveva essere titolare al centro dell’attacco, se ne è tornato a casa per un infortunio.

Ma è altrettanto vero che gli attaccanti di Mancini sono in carenza di centimetri e non si può pretendere che riescano a sfruttare il gioco aereo. Forse sarebbe il caso si provasse qualche volta a tirare da fuori senza cercare costantemente di trovarsi a tu per tu con il portiere.

Nel secondo tempo il copione non cambia: i nostri attaccano e sfiorano ancora la rete al terzo minuto con Chiesa. I lusitani provano ad alzare il pressing ma, inizialmente, non incidono. Cala inevitabilmente il ritmo che è stato piuttosto alto per un’ora abbondante di gioco e il Portogallo si avvicina alla nostra porta creando qualche azione pericolosa. Mancini ritarda i cambi anche se la sua squadra è un po’ sulle gambe.

Finisce zero a zero e il Portogallo si qualifica. A un anno e quattro giorni di distanza dalla nefanda partita con la Svezia, proprio qui a Milano, stesso risultato e stesso esito.

Mancini perde la sua scommessa. Non aveva convocato né Belotti, né Zaza, né tantomeno Balotelli, né…, e l’Italia continua a non segnare.

Mettiamola così: se in questo freddo sabato novembrino avete preferito andare a cena con gli amici o al cinema, avete fatto bene. Non vi siete persi un granché.


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