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Nella prima partita in assoluto giocata fra le mura della nuova casa, il Palavela, la Fiat Auxilium Torino esce sconfitta in Eurocup contro i macedoni del Mornar Bar, in un match che, in partenza, vedeva gli uomini di Palo Galbiati, Dante Calabria e Stefano Comazzi (Larry Brown è volato negli Usa per un piccolo intervento programmato da tempo) in una partita letteralmente buttata alle ortiche nel primo tempo, recuperata quasi miracolosamente nel terzo quarto e poi persa – ancora una volta – sul filo di lana.
Il match contro la squadra considerata – sulla carta – la più abbordabile del girone – ha messo in luce limiti e pregi di una Fiat alla quale pare mancare sempre qualche cosa per fare la differenza.
Partiamo dal Palavela: il layout delle tribune è ottimo, la potenzialità enorme, ma l’impressione è che per avvicinarsi al plusvslore emotivo che offriva il catino bollente del vecchio Ruffini occorrerà riuscire ad ottenere sempre o quasi il tutto esaurito. La «curva», del tifo più caldo, una tribunetta quasi decontestualizzata, piazzata dietro uno dei due canestri (dietro l’altro sono stati allestiti eleganti divanetti) si fa sicuramente sentire, ma – almeno dal nostro punto di vista – non si avvicina minimamente all’effetto della bolgia del Ruffini.
Le potenzialità ci sono: il palazzo è moderno, ben strutturato, accessibile, modulabile. Occorrerà , forse, aggiustare qualche cosa per renderlo davvero la casa del basket torinese. A proposito di curva: i tifosi hanno salutato il palazzo con uno striscione che era tutto un programma: «Nuova casa, vecchia passione». Peccato che poi non sono stati ripagati con una vittoria che avrebbe sicuramente – per usare un eufemismo – reso più agevole il cammino in Eurocup, che oggi pare quasi compromesso.
Già nel primo quarto i macedoni fanno vedere subito di che pasta sono fatti. Il loro gioco è molto fisico, con tante bombe a segno e la presenza dominante sotto canestro del gigante Uroš Luković (213 cm) che sotto i tabelloni fa il bello e il cattivo tempo. Torino, nonostante tutto, chiude in parità. E’ nel secondo quarto che arriva il tracollo che non ti aspetti: i macedoni non sbagliano nulla o quasi. Tutto quello che tirano verso canestro entra. Le bombe di Micovic, Vrajnes e Koenig stroncano la Fiat, che si ritrova sotto di 15 a metà partita. Nel terzo quarto Torino compie il «miracolo». La difesa ritorna a funzionare e trascinati da Taylor, Cotton, Wilson e Ruud, i piemontesi riescono nell’impresa di recuperare lo svantaggio arrivando, nell’ultima frazione, anche a un vantaggio di sei lunghezze. Peccato che poi nel finale i troppi errori e la freddezza del Mornar Bar regalino al pubblico del Palavela il primo finale amaro.
Cosa racconta questa partita? Innanzitutto che a Torino mancano specialisti dalla linea dei tre punti. Certo, Wilson, Cotton, Taylor, Carr e Rudd sono in possesso di questo fondamentale, ma non rientrano nell’identikit del cecchino. Carr, poi, è sicuramente un gran talento, ma troppe volte è vittima della fretta e della voglia di strafare, incappando in pasticci che poi costano sanguinose palle perse. La panchina è corta. I soli Poeta, Cusin (anche ieri apparso in affanno) e Delfino (prezioso in campo, ma la carta di identità non gioca a suo favore) non bastano a garantire una rotazione adeguata per una squadra che vuole puntare in alto.
Servirebbe almeno un altro elemento in grado di dare fiato e alternative al quintetto titolare. Taylor, peraltro miglior marcatore del match con 23 punti, si dimostra sempre di più poco play maker e ottima guardia, con la specialità della penetrazione e dell’attacco al ferro. Ma è un gioco individualista, che porta sicuramente canestri senza però far crescere il livello della squadra.
A fronte di questo non mancano, però, le notizie positive: innanzitutto – a livello tecnico – l’impressione è che quest’anno i giocatori siano mediamente di livello superiore a quelli dello scorso anno, e questo fa ben sperare che il lavoro di Larry Brown e del suo staff colmi le lacune tecniche e numeriche. In secondo luogo la difesa: mentre lo scorso anno di fatto erano i soli Washington e Poeta a tenere a galla la barca quando attaccavano gli altri, oggi difendono tutti o quasi, e quando la squadra si impegna per gli avversari sono dolori in fase offensiva. Per il resto c’è da sperare che i tre risultati negativi ottenuti fino ad oggi siano frutto del relativamente poco lavoro svolto a ranghi completi e che già da sabato sera, in casa contro Trieste, Torino possa finalmente tornare alla vittoria e mostrare davvero di che pasta è fatta.

Tabellini
Fiat Torino
Wilson 14, Rudd 9, Anumba ne, Carr 9, Guaiana ne, Poeta 3, Delfino, Cusin 4, McAdoo 8, Taylor 23 , Cotton 10; all. Galbiati

Mornar Bar
Carrington, Micovic 13, Koenig 10, Mijovic ne, Mugosa 3, Vujosevic 2, Pavicevic ne, Waller 11, Vranjes 12, Mornar 5, Rebic 9, Lukovic 19; all. Pavicevic


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