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Dopo settimane di ansie e stravolgimenti finalmente la Torino del basket conosce il suo futuro. E se non è il futuro che si sarebbe meritata la squadra che, sul campo, nel bene o nel male, la salvezza in A1 l’aveva conquistata, perlomeno c’è la certezza che la palla a spicchi, sotto la Mole, non tornerà a essere materia per appassionati di classi minori.

Non si ripartirà da zero, quindi, ma da una A2 dignitosa, grazie allo spostamento del titolo sportivo della Dinamo Cagliari.

Una operazione che porta alcune incognite, ma tante certezze. Alcune delle quali granitiche. In primis Reale Mutua, la Compagnia di assicurazione che più di ogni altra realtà di certe dimensioni radicata a Torino ha dimostrato attaccamento al territorio e vero spirito sabaudo. E sempre restando in ambito sabaudo (il riferimento all’antico Regno di Sardegna è puramente voluto. D’altronde a fondare Reale Mutua, fu proprio Carlo Felice, Re di Sardegna) c’è anche Stefano Sardara, ex agente Reale e ora broker, ma soprattutto patron di quella Dinamo Sassari che sta facendo vedere i sorci verdi alla corazzata Milano nelle semifinali scudetto.

Il progetto, che vedrà la nuova Torino ripartire dalla A2 è stato presentato nella sala conferenze all’ottavo piano della sede di Reale Mutua. Alla conferenza stampa hanno preso parte il sindaco della Città di Torino Chiara Appendino, l’Assessore allo Sport della Città di Torino Roberto Finardi, il Presidente della FIP Gianni Petrucci, il Direttore Generale di Reale Mutua Luca Filippone, il Presidente e l’Amministratore Delegato di Dinamo Sassari Stefano Sardara e Renato Nicolai e, in rappresentanza della cordata di imprenditori «Una Mole di Basket», Paolo Terzolo e Fabrizio Cellino.

Il progetto prevede il trasferimento a Torino del titolo di Legadue appartenente alla Cagliari Dinamo Academy, per l’avvio di un programma triennale il cui obiettivo è quello di riportare il basket torinese ai massimi livelli. Anche grazie alla sinergia con aziende leader come Reale Mutua, che sarà il main sponsor, in una prima fase la Dinamo metterà a disposizione, oltre al titolo sportivo, risorse e know how per costruire un gruppo di lavoro sia tecnico sia organizzativo che possa, fin da subito, costituire una solida base su cui avviare e sviluppare operativamente il progetto.

La collaborazione, poi, con il gruppo imprenditoriale «Una Mole di basket», che nel tempo rileverà le quote di maggioranza della società, e il coinvolgimento di una rete di imprenditori del territorio, rappresentano la molla con cui nella condivisione di vision e obiettivi comuni si intende spingere ancora più verso l’alto il movimento cestistico torinese.

«Reale Mutua sostiene fortemente da sempre lo sport del territorio sul quale opera – ha detto il Direttore Generale di Reale Mutua Luca Filippone – in tutte le occasioni in cui vi è una comunanza di valori e di obiettivi. Siamo ben lieti, con un professionista come Stefano Sardara, di contribuire allo sviluppo di un progetto che permetterà alla realtà cestistica torinese di tornare ad avere un futuro ricco di attenzione da parte dei tanti tifosi che seguono e amano questa bellissima disciplina sportiva».

«Per noi questa è una nuova sfida – ha aggiunto il Presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara – molto entusiasmante e piuttosto elettrizzante. Siamo fieri di poterla fare a Torino, città appassionata di basket e in cui abbiamo dei legami forti come quello con Reale Mutua. Siamo certi che la risposta del territorio sarà positiva, sia in termini di rete di sostegno sia in relazione alla tifoseria. Da parte nostra il massimo impegno per dare subito gambe a questo progetto e per consegnarlo nelle mani di Torino al termine del prossimo triennio».

Il sindaco, Chiara Appendino, a cui va dato merito di essersi da subito impegnata in prima persona per salvare il basket torinese, ha precisato che «l’Amministrazione Comunale, dopo le vicende societarie che hanno causato l’estromissione di Torino dalla massima serie, ha accolto con grande favore e ha deciso di assicurare il massimo sostegno al progetto di Stefano Sardara, delle realtà cestistiche del territorio e di Reale Mutua, ai quali va il ringraziamento di tutta la Città. Un progetto – ha ricordato Appendino – che consentirà alla Torino della pallacanestro di giocare nel campionato di serie A2 maschile e , di conseguenza, di permanere in uno dei campionati di vertice del basket italiano».

Per ora queste sono le certezze. E non è poco. Le partite si torneranno a giocare al PalaRuffini e la volontà è quella di trovare una soluzione per poter utilizzare il brand Auxilium. La parola d’ordine è sostenibilità. Realisticamente l’obiettivo è un tranquillo campionato di A2, mentre si costruisce una casa in calcestruzzo, ovvero una società sempre più solida. Ma la nuova proprietà non esclude nulla e se son rose fioriranno.

Ora, una volta costruita la «casa», si dovrà pensare agli «arredi»: la scelta del nuovo tecnico e dei giocatori. Torino potrebbe sicuramente sfruttare la collaborazione con Sassari. Magari partendo da Ousmane Diop, ala grande classe 2000, proprio come – per fare un esempio – ha fatto riferimento Sardara: «Se non ci fosse spazio per lui in A1, certamente prima di darlo ad altre squadre, lo darei a Torino». Per ora siamo alle fondamenta. Nelle prossime settimane ne sapremo di più. Ma il basket di livello, sotto la Mole, resta. E, dopo tutto, è l’unica cosa che conta.


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