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Se prima di ieri gli alibi erano oggettivamente importanti e potevano giustificare tutte le difficoltà di questo inizio stagione, oggi trovare scusanti sarebbe probabilmente un atto dettato più dall’irrazionalità e dall’amore che dalla logica.

Già, perché la Fiat Auxilium Torino esce sconfitta dal PalaLeonessa di Brescia contro una squadra tutt’altro che irresistibile, dopo una partita mai dominata e dopo aver più volte sprecato parecchie occasioni per rimediare all’ennesimo inizio gara disastroso.

Il risultato finale, 83-76 per i lombardi, non rispecchia il controllo pressoché totale che Brescia, ispirata da un ottimo Vitali e trascinata dalla certezza Hamilton e dal ritrovato Mika (fino a qualche settimana fa in odore di taglio) ha esercitato per 40 minuti.

Torino è apparsa la solita squadra vista quest’anno: poco determinata, priva di quel veleno necessario per imporre il proprio talento, che non manca di certo.

E soprattutto deficitaria, in particolare per quanto riguarda alcune pedine che dovrebbero fare la differenza, di concentrazione, voglia, attenzione in ogni azione, tiro, passaggio o scelta difensiva.

E così si torna a casa (ancora) con la coda tra le gambe, in un clima sempre più rovente. Tentando di recuperare motivazioni, energie e idee nella pausa per la nazionale nella quale però Larry Brown trascorrerà qualche giorno negli Usa, lasciando ai suoi assistenti il compito di allenare la squadra.

A deludere, ieri, sono stati soprattutto (e non è la prima volta, purtroppo) Jamil Wilson e Victor Rudd. Sulla carta due giocatori, come minimo, da Eurolega. Due americani che avrebbero dovuto e potuto fare la differenza sempre.

Invece il campo racconta altro. Racconta di un Wilson lontano parente di quel sorprendente ragazzo che due anni fa, proprio a Torino, aveva stupito tutti, attirando le attenzioni dei grandi club di Eurolega e Nba. E racconta di un Rudd nemmeno lontanamente paragonabile a quello ammirato gli scorsi anni in Russia, Israele e Turchia.

Misteri gloriosi. Come l’arrivo di Darrington Hobson (che con tutta probabilità era destinato a sostituire uno dei due sopra citati) subito congelato in attesa di capire l’esito delle visite mediche che avrebbero (ma il condizionale è d’obbligo) suscitato qualche perplessità.

Però ci sono anche cose positive. Cose positive da sottolineare e da cui ripartire. Capitan Poeta (ieri in ombra, ma può capitare), Cusin, Portannese e Carr sembrano essere affidabili e in bolla. Così come Dallas Moore, ieri all’esordio con 15 punti in un minutaggio non certo generoso, ha subito dato l’impressione di saperci fare, confermando l’attitudine già mostrata nell’esperienza pesarese di un annetto fa.

Aspettando il rientro di McAdoo e, più avanti, di Tekele Cotton, questo è quindi il momento di ricompattare le fila, lasciare da parte le polemiche e provare a recuperare la giusta via.

Anche perché la classifica – che vede Torino ultima in campionato, seppur in buona e folta compagnia – adesso fa paura.

Onestamente a questo punto nono sappiamo quanto coach Larry Brown abbia la situazione sotto controllo e quante e quali siano le sue eventuali responsabilità. Sta di fatto che i numeri sono impietosi, e descrivono una china molto pericolosa, confermata dalle zero vittorie in otto partite in Eurocup.

Lo ripetiamo: perdersi in polemiche, buttare benzina sul fuoco dei rancori di taluni tifosi, commentatori e addetti ai lavori da sempre critici con la gestione Forni e che probabilmente non aspettavano altro per poter rivendicare le loro ragioni sarebbe ed è pratica sconsiderata.

Questo non è un buon momento per rivincite o rese dei conti. Questo è il momento di pensare solo ed esclusivamente alla squadra. Per analizzare, criticare e, se sarà il caso, bocciare la gestione tecnica e dirigenziale ci sarà tempo. Soltanto dopo aver portato la barca al sicuro in porto, evitando un naufragio che avrebbe conseguenze davvero devastanti. Torino – e chi a Torino ha riportato il grande basket – nonostante tutto, non lo meriterebbero.

Tabellino

Germani Brescia – Fiat Torino 83-76

Fiat Torino
Wilson 5, Rudd 11, Anumba ne, Carr 15, Poeta 2, Delfino 10, Cusin, Jaiteh 4, Stodo ne, Moore 15; Portannese 12; all. Brown

Germani Brescia
Allen 9, Hamilton 13, Ceron 7, Abass 9, L.Vitali 5, Laquintana 7, Mika 11, Beverly 9, Zerini 2, Moss 8, Sacchetti 3, Caroli ne; all. Diana

Foto https://www.auxiliumpallacanestro.com/


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