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Altro overtime, altra sconfitta. La Fiat Torino torna da Trieste con le pive nel sacco, incassando l’ennesima sconfitta, mitigata soltanto dalle debacle di Reggio Emilia, Pesaro e Pistoia che tengono viva la lotta salvezza e trasformano il match di domenica prossima (in programma al Palavela alle 18,30) in un vero e proprio spareggio salvezza.

Quello che fa davvero arrabbiare è il modo in cui è maturata questa sconfitta (115-110). Una partita buona, giocata punto su punto, molto equilibrata, con un Hobson intelligente e ispirato, uno Jaiteh finalmente efficace sotto canestro (anche se gli errori finali sono da matita blu), un Portannese quasi infallibile dall’arco e un Moore sempre efficace.

Buoni segnali anche da Mc Adoo, apparso finalmente più concentrato e «sul pezzo», così come promettente – anche se non ancora al 100% – la prestazione di Tekele Cotton, al quale ha dovuto fare posto Tony Carr, per rispettare il numero massimo di stranieri schierabili in campo. Ancora male, purtroppo, Jamil Wilson. L’ex Clippers pare avere un impatto «molle» sulla partita, spesso ricerca soluzioni forzate che il più delle volte finiscono sul ferro ed è poco propenso a far girare la palla. Esattamente, tanto per fare un esempio, il contrario di Hobson, che – seppur con tutti i suoi limiti – è quasi sempre in grado di dare un contributo decisivo. Sette punti e tanti falli, per uno come Jamil, sono davvero troppo poco.

L’impressione è che la salvezza della Fiat Torino non possa non passare dalla rinascita dell’ex rookie rivelazione, già visto e apprezzato sotto la Mole due anni fa. L’esorbitante numero di partite perse all’overtime o nell’ultimo minuto deve però fare riflettere anche coach Paolo Galbiati. Troppi indizi fanno una prova e – a giudicare dai risultati – occorrerà certamente lavorare anche sull’aspetto mentale dei giocatori, sulla gestione dei possessi decisivi e delle palle che scottano.

Troppe volte infatti i gialloblù hanno sbagliato proprio quelle azioni che non andavano sbagliate. Complice anche – va detto – una dose di sfortuna davvero impressionante, con avversari che segnano triple impossibili con la mano davanti alla faccia del difensore (leggi Cavaliero…) e tiracci che alla fine in qualche modo entrano, come quello subito all’ultimo secondo contro Pesaro. Ora, in attesa di capire cosa succederà a livello societario, non resta che ricompattarsi e puntare tutto su domenica. Perché il momento in cui non si può più sbagliare è già arrivato.

Tabellino
Torino

Wilson 7, Anumba ne, Hobson 21, Guaiana ne, Poeta 8, Cusin 6, McAdoo 9, Jaiteh 14, Mittica ne, Portannese 16, Moore 22, Cotton 7; all. Galbiati
Trieste
Coronica ne, Peric 12, Fernandez 8, Wright 22, Strautins, Cavaliero 15, Da Ros 2, Sanders 8, Knox 14, Mosley 13, Cittadini ne, Dragic 21; all. Dalmasson


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