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Se la Fiat Auxilium Torino alzerà la Coppa Italia per la prima volta nella sua storia lo sapremo soltanto stasera

Ma una cosa è certa: la soffertissimissima vittoria nella semi finale giocata al Mandela Forum di Firenze (ci scuserà l’attento lettore che ci ha corretto la precedente definizione, errata, di Pala Mandela) farà comunque la storia e verrà ricordata per anni, al pari, forse, di alcune imprese sfiorate decenni fa. La ricorderanno anche quelli che da un mese a questa parte prefigurano sciagure e tragedie per il basket Torinese, dopo le improvvise dimissioni del tecnico Luca Banchi per presunte incomprensioni con la società, rimpiazzato senza successo da quel mito del basket italiano che risponde al nome di Carlo Recalcati al quale è poi subentrato il giovane Paolo Galbiati, che nella scorsa vita era il secondo dello stesso Banchi.

Sgombriamo subito il campo da equivoci

Torino non ha giocato la sua miglior partita della stagione. L’ha però portata a casa – se così si può dire – mettendoci talento, voglia, nervi e un pizzico di cuore, superando una Cremona che – specie nel primo quarto – era sembrata decisamente più solida dei piemontesi. Anche a metà partita, con il punteggio in perfetta parità, la sensazione era di una estrema difficoltà di Torino a prendere canestri facili, mentre la squadra di Meo Sacchetti pareva giocare in scioltezza. Sembrava quasi gestire, in attesa di piazzare l’allungo decisivo nella seconda parte della gara. Strappo che nel secondo tempo si è anche concretizzato, salvo poi essere ricucito grazie alle prestazioni maiuscole dei soliti noti: Garrett (protagonista di un acceso, per usare un eufemismo, confronto con il tecnico Galbiati) Poeta, Mbakwe, Washington e Vujacic su tutti, supportati questa volta da un ottimo Vander Blue, in costante crescita.

Analizzando con distacco la vittoria di Torino

arrivata dopo un over time, la sensazione è che ci troviamo di fronte a una squadra di grande talento, ma ancora priva di quegli automatismi che consentirebbero, ad esempio, a Sasha Vujacic di prendere triple “facili” (lo sloveno segna meno di quanto potrebbe oltre l’arco, ma è sempre costretto a sparare sotto pressione) e segnare “canestri facili” dalla media distanza. In quest’ottica l’arrivo di un altro lungo importante come Pelle potrebbe spostare gli equilibri, dal momento che oggi sotto i tabelloni l’unico a fare davvero la differenza è Trevor Mbakwe, peraltro spesso penalizzato da acciacchi fisici.

La partita, giocata punto su punto, ci consegna una Fiat che – a prescindere da come finirà contro Brescia – pare essersi messa alle spalle buona parte della negatività dell’ultimo mese, e si ritrova letteralmente catapultata dalle stalle alle stelle. La favola a lieto fine è davvero a un passo. Non resta, ora, che portare a casa la Coppa Italia. Peccato che l’impresa non si annuncia delle più semplici. Per alzare il trofeo occorrerà superare ancora una volta la Brescia dei fratelli Vitali, protagonista di un’altra semifinale al cardiopalma contro un’indomita Cantù.

Molto onesto e realista il commento di Galbiati nel post partita: “Un brutto approccio, sembravamo bloccati, tesi – ha detto – Qualche cosa di stanchezza è affiorata e si vedeva nelle gambe dei giocatori. Poi abbiamo ritrovato l’inerzia e lo stesso clima di giovedì scorso, con la panchina che aiutava chi era in campo. Mi spiace per il tecnico preso, non mi capitava da tanto tempo. I ragazzi hanno fatto una partita importante e meritano i complimenti. Hanno giocato molto bene per 35 minuti, non nei primi 10 e forse anche per colpa mia. Di sicuro non ero serenissimo. Abbiamo sbagliato un paio di match ball nel regolamentare. Complimenti anche a Cremona che è arrivata da ottava e ha estromesso Avellino. Siamo tornati a fare cose che facevamo prima”. “Ci aiutiamo – ha osservato poi il giovane coach – e questo è importante. Da quando sono allenatore abbiamo fatto solo quattro allenamenti. Stiamo provando a farli compattare e siamo sulla buona strada. E’ importante parlare ai giocatori e fargli fare le cose che sanno fare. Dedico questa vittoria a Davide Parente, persona meravigliosa, e al suo babbo”.

TABELLINO

VANOLI CREMONA – FIAT TORINO 87-92
Torino

Garrett 18, Vujacic 15, Poeta 9, Washington 13, Mbakwe 3, Tourè ne, Jones 3, Vander Blue 17, Mazzola 7, Colo, Mittica ne, Akoua ne; all. Galbiati
Cremona
Johnson-Odom 14, Martin 7, Gazzotti ne, T.Diener 6, Ricci 9, Ruzzier 4, Portannese, Fontecchio 16, Sims 9, D.Diener 11, Milbourne 11; all. Sacchetti

Foto:
https://www.auxiliumpallacanestro.com


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