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Che contro l’Armani Exchange Milano – squadra dal budget non paragonabile con nessuna altra franchigia italiana, campione d’Italia e costruita per giocarsi l’Euroleague – il rischio di uscire sconfitti fosse molto elevato, per usare un eufemismo, era risaputo.

E così, alla fine, è stato: Milano si è aggiudicata la Supercoppa italiana con un punteggio finale di 82 a 71.

Però Torino esce dalla finale di Brescia a testa alta, con ottime prospettive in vista dei prossimi impegni italiani ed europei.

Già, perché i ragazzi di Larry Brown se la sono giocata fin dalle prime battute, arrivando addirittura a chiudere il primo quarto in vantaggio. Poi i troppi errori dalla lunetta e la qualità dei giocatori di coach Pianigiani è venuta fuori e per Torino sono stati dolori. Soprattutto sotto canestro, dove il gigante Gudaitis ha dettato legge a rimbalzo e non solo e nel fondamentale del tiro da tre, dove Milano ha fatto il bello e il cattivo tempo, mentre Torino ha confermato il limite strutturale della mancanza di specialisti puri.

Il match è stato deciso sostanzialmente nel terzo quarto, dove Milano è riuscita ad andare via grazie alle triple e ai troppi pasticci torinesi. Ma la squadra di Brown non ha mollato nemmeno quando è andata sotto di 19 lunghezze, tanto che nell’ultima frazione, a poco più di 3 minuti dalla fine, i torinesi erano riusciti a tornare a un’insperato -9.

Poi Milano ha ripreso in mano il match e ha chiuso senza troppi affanni, aggiudicandosi per la terza volta consecutiva il trofeo.

La Fiat Auxilium però torna a casa da Brescia con più notizie positive rispetto a quelle negative.

Innanzitutto ora è evidente che il gruppo è superiore tecnicamente a quello dello scorso anno, con importanti certezze come McAdoo (che dovrà però lavorare, e tanto, sui liberi), Cotton, Wilson, Ruud e anche Taylor, apparso in crescita.

E se capitan Poeta era e resta una garanzia anche morale, ottimi segnali sono arrivati finalmente anche da Marco Cusin, che sta pian piano entrando nei meccanismi «browniani».

Resta ancora l’incognita Carr. Il giocatore ha mostrato talento e buone giocate, ma è parso troppe volte confusionario e poco riflessivo.

Manca poi un vero specialista dall’arco, un limite oggettivo che potrebbe pesare in determinate circostanze, anche se Cotton, Wilson, Taylor, Carr e lo stesso Ruud hanno mostrato di saperla piazzare anche da 3 punti. Non si è ancora visto Carlos Delfino, ma se starà bene sarà sicuramente una garanzia, seppur con un minutaggio limitato.

Insomma, nonostante la sconfitta, i tifosi gialloblù hanno da essere soddisfatti e soprattutto speranzosi di poter vivere una stagione da protagonisti con un unico obiettivo dichiarato: centrare la qualificazione ai playoff. Noi siamo pronti a scommetterci…

TABELLINO
Fiat Torino
Marrone ne, Wilson 11, Rudd 5, Anumba ne, Carr 15, Guaiana ne, Cotton 11, Poeta 2, Taylor 11, McAdoo 12, Cusin 4, Delfino ne; all. Brown
Armani Exchange Milano
Musumeci ne, Nedovic 14, Della Valle 9, James 10, Micov 17, Gudaitis 17, Bertans, Fontecchio 2, Kuzminskas 4, Cinciarini 2, Brooks 5; all. Pianigiani

Foto https://www.auxiliumpallacanestro.com/


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