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Con tutta probabilità sarebbe bastato un fallo. E i due punti – già decisivi per la lotta per non retrocedere – sarebbero andati a Torino.

E con loro una buona dose di morale, dopo un periodo disastroso. Invece nulla.

La Fiat Torino ancora una volta ha fatto e disfatto e alla fine ha ceduto – ancora una volta – all’overtime, questa volta in casa della Vl Pesaro, ultima in classifica.

La svolta – decisiva – nell’ultimo minuto del quarto quarto: Torino avanti di uno e Jamil Wilson (ieri tra i migliori, almeno dal punto di vista realizzativo, con 23 punti) che va in lunetta e non sbaglia.
Più tre e meno di 15 secondi per Pesaro.

A questo punto, ci perdonino i puristi della sportività, c’è solo una cosa da fare. Lasciare passare qualche secondo e fare fallo in modo da mandare in lunetta gli avversari per due liberi.

Primo vantaggio: passano secondi preziosi. Secondo vantaggio: al netto di disastri a rimbalzo i punti subiti al massimo potranno essere due, con successivo possesso torinese.

Invece nulla. Torino lascia giocare Pesaro, difende anche benino ma quando deve andare storta alla fine va storta. E così Artis sparacchia una bomba che si stampa sul secondo ferro, non entra, rimbalza verticalmente e poi cade nella retina.

Pareggio (86-86), squadre ai supplementari ma inerzia tutta dalla parte dei padroni di casa. Che infatti, dopo un mini break torinese, iniziano a non sbagliare nulla e portano a casa la gara di 4 punti: 102-98.

E’ francamente difficile commentare la prestazione di domenica all’ora di pranzo. Una partita quasi sempre equilibrata, che ha dato l’impressione – ancora una volta – di una Torino più talentuosa, ma con il terribile vizio di fare una cosa bene e due male.

Errori spesso evitabili, al limite della banalità, che hanno sempre consentito a Pesaro di stare a galla e poi, alla fine, di piazzare l’allungo decisivo.

Al netto di un Mc Adoo su cui davvero occorrerebbe fare qualche riflessione (sterile in attacco, evanescente come spesso accade in difesa), i singoli non hanno giocato male, anzi. Ottimo Wilson, dicevamo, benissimo Moore (30 punti), bene Carr, discreti Hobson, Cusin e Poeta. Non male nemmeno Jaiteh, al quale, forse, andrebbe concesso più spazio.

Eppure anche stavolta è mancato il classico soldo per fare una lira.

E a proposito di soldi pare sia entrata nel vivo la trattativa per la cessione di quote societarie. Si parla sempre del gruppo Leonis, attuale sponsor dell’Eurobasket Roma, in serie A2. Ma anche il ruolo di Fiat, in questa partita, potrebbe essere determinante. Ne sapremo forse di più già questa settimana.

Ora, per la squadra, si fa davvero dura. Otto punti in un girone sono una media inaccettabile per una rosa del genere. Servirebbe una svolta, ma ormai sarebbe davvero ingenuo prodigarsi in faziosi ottimismi.

Occorrerà stare a guardare, sperando che – anche con il rientro di Tekele Cotton – il vento possa girare in fretta. Altrimenti, per la Torino del basket, saranno guai seri.

Tabellino

Fiat Torino
Wilson 23, Anumba ne, Carr 11, Hobson 6, Guaiana, Poeta 9, Cusin 10, McAdoo 4, Jaiteh 2, Portannese 3, Moore 30, Stodo ne; all. Galbiati

Vl Pesaro
Blackmon 33, Mccree 28, Artis 20, Murray 4, Conti ne, Tognacci ne, Ancellotti, Alessandrini ne, Monaldi ne, Zanotti 8, Mockevicius 9, Shashkov ne; all. Boniciolli

Foto https://www.auxiliumpallacanestro.com/


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