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Una partita come ne abbiamo viste tante, troppe in questa stagione, giocata per lunghi tratti anche molto bene e poi buttata alle ortiche nel finale. La Fiat Auxilium Torino cede il campo alla Vanoli Cremona (88-94) «festeggiando» con una sconfitta la matematica salvezza, ottenuta già sabato grazie alla vittoria esterna di Cantù sul campo di Pistoia.

La partita è stata divertente e per certi versi spensierata, dal momento che il risultato contava relativamente. Ed ecco che, con la mente leggera, è tornato in cattedra Jamil Wilson, autore di alcune giocate molto simili a quelle dei vecchi tempi e si è confermato monumentale Jaiteh, la vera rivelazione della stagione insieme ad Hobson, autore di 31 punti, tanti rimbalzi e una grande presenza sotto i tabelloni.

Archiviato il penultimo match casalingo, i pensieri di tutti sono rivolti verso il futuro. Con la ricapitalizzazione raggiunta grazie all’intervento dell’imprenditore ucraino Dmitry Gerasimenko, ex patron di Cantù, finisce ufficialmente l’era Forni. L’ormai ex patron ha quindi voluto scrivere una lettera aperta, un vero e proprio testamento in cui non ha mancato di mettere qualche puntino sulle i.

Troppi infatti sono stati i pregiudizi e le critiche eccessive che hanno caratterizzato tifosi e soprattutto molti addetti ai lavori, puntualissimi ad evidenziare le evidenti pecche, ma altrettanto rapidi a scordarsi i grandi meriti del notaio e della sua famiglia: il ritorno del grande basket sotto la Mole e la clamorosa vittoria della Coppa Italia dello scorso anno, primo e al momento unico trofeo della storia dell’Auxilium.

Forni ha denunciato una «scarsa risposta del mondo imprenditoriale torinese all’appello lanciato dall’Auxilium: io stesso sono rimasto stupito quando alla prima delle tre assemblee che hanno condotto alla totale ricapitalizzazione finale, ho constatato che il deposito a mani del notaio Montezemolo era di soli 35.000 € e non di 800.000 € come si favoleggiava».

Forni ha poi ringraziato tutti, in particolare lo sponsor Fiat e si è scusato per gli errori commessi citando Theodore Roosevelt: «l’unico uomo che non commette mai errori è l’uomo che non fa mai niente, ma sento il dovere di scusarmi con il meraviglioso pubblico torinese, sia per alcune scelte rivelatesi oggettivamente sbagliate sia per l’eccesso di riservatezza da parte mia che ha reso altre scelte incomprensibili all’esterno. Mi scuso per gli errori commessi personalmente da me e per gli errori commessi dalle persone da me preposte. Sono sicuro che dalla consapevolezza degli errori la Società trarrà grande beneficio e potrà fare ancora meglio in futuro».

Ma il lavoro non è ancora finito perché l’impegno di Paolo Terzolo e di Massimiliano Feira per costruire la nuova società è soltanto all’inizio. Ad esempio non è ancora chiaro se, come tutti si augurano, Fiat confermerà la sua importante sponsorizzazione, che rappresenterebbe ossigeno puro per poter costruire un roster in grado di giocarsela con tutti. La speranza, per tutti i sostenitori del basket torinese è che il nuovo progetto possa garantire una stagione, la prossima, più tranquilla di quella vissuta quest’anno, finita al cardiopalma. Ogni cosa che verrà in più di questo sarà tutto grasso che cola.

Tabellino

Fiat Torino
Wilson 13, Anumba, Hobson 3, Guaiana ne, Poeta 4, Cusin ne, McAdoo 7, Jaiteh 31, Portannese, Moore 14, Cotton 16, Stodo ne; all. Galbiati

Vanoli Cremona
Saunders 8, Sanguinetti ne, Gazzotti ne, T.Diener 12, Ricci 11, Ruzzier 17, Mathiang 12, Crawford 10, Aldridge 18, Stojanovic 6; all. Sacchetti


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