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Tony Carr, Jamil Wilson e Tyshawn Taylor. E, aggiungiamolo pure, anche Carlos Delfino.

Sono questi gli artefici della prima vittoria in campionato per la Fiat Auxilium Torino, che in un Palavela gremito (quasi 5mila le presenze) ha battuto, non senza fatica, un’Alma Trieste mai doma che, seppur priva di molti elementi chiave e gravata da numerosi falli, ha ceduto soltanto alla fine, dimostrando di essere squadra ostica e ben costruita.

Torino, ancora una volta affidata al trio Paolo Galbiati, Dante Calabria e Stefano Comazzi, in attesa del ritorno di coach Larry Brown, ha nuovamente mostrato tutto il suo talento e tutti i suoi limiti: quando corre, in transizione, allora per le difese avversarie son dolori.

Ma quando l’attacco dinamico si schianta contro una zona ben organizzata come quella organizzata da coach Dalmasson, allora i problemi non sono pochi, si fa fatica ad arrivare al ferro e spesso occorre sperare in una forzatura dall’arco o in una penetrazione individuale. Su questo occorrerà sicuramente lavorare.

Ma il bicchiere mezzo pieno che la Fiat si porta a casa dalla serata del Palavela sono i due punti e una vittoria che porta serenità e consapevolezza nei propri mezzi così come dei propri limiti, per migliorarsi sempre più.

Così come il match contro Trieste evidenzia una squadra compatta, ben lontana dalle divisioni e dai problemi della seconda metà della stagione scorsa.

Tra le buone notizie c’è anche la consistenza di Carr, l’esplosività di Taylor in penetrazione (ma deve migliorare nell’organizzazione del gioco) e la grande utilità e duttilità di Carlos Delfino, minutaggio ridotto, ma giocatore ancora vero, fisicamente tirato a lucido, in grado di segnare quando serve e di portare, con la sua esperienza, equilibrio alla squadra in campo.

Torino parte bene, prova più volte ad allungare nel primo e nel secondo quarto, ma Trieste riesce sempre a rimanere attaccata, arrivando addirittura al sorpasso.

Trascinata dalle bombe dell’eterno Cavaliero, i giuliani tengono botta anche quando Torino prende il largo, riuscendo regolarmente a ricucire, complici anche alcune scelte non felici dell’attacco gialloblu.

A mettere le cose a posto ci pensa Tony Carr, talento vero, freddo quando serve e abile anche a piazzare bombe decisive, così come Jamil Wilson, che si conferma giocatore completo e affidabile, capace di rendere ottimamente sia in posizione da 3 che da 4.

In una serata non brillantissima per McAdoo, Torino ritrova un Marco Cusin in crescita – soprattutto in fase difensiva- che probabilmente sta trovando la condizione fisica migliore, fattore che lo aveva limitato ad inizio stagione.

La partita resta però aperta fino al quarto periodo, aperto da due triple di Wilson e da una schiacciata di Cotton in contropiede che indirizzano l’inerzia del match.

Trieste prova ancora a replicare, ma è una tripla di capitan Poeta – non in una delle sue serate migliori- a dare la sferzata forse decisiva.

Arriva poi un altro tiro da tre di Wilson che porta a più 8 i gialloblù, che arrivano a più 12 grazie a un canestro di McAdoo e ai tiri dalla lunetta di Poeta.

Trieste, stordita dal break torinese, riesce a recuperare qualcosa, ma ormai la partita aveva preso la sua direzione che non cambierà più. Finisce 86-74 per Torino nel tripudio del Palavela, che aspettava questa vittoria come l’acqua nel deserto.

E a suggellare la serata positiva arrivano anche le ottime notizie dagli Usa. La società ha infatti comunicato che il piccolo intervento chirurgico al quale si è sottoposto coach Larry Brown è perfettamente riuscito. Prossima settimana il tecnico si sottoporrà ancora ad alcuni controlli per poi far ritorno a Torino «nel più breve tempo possibile».

Fiat Torino
Wilson 14, Rudd 12, Anumba, Carr 20, Guaiana ne, Poeta 7, Delfino 8, Cusin 2, McAdoo 5, Taylor 13, Marrone ne, Cotton 5; all. Galbiati

Alma Trieste
Coronica 3, Walker 3, Fernandez 8, Milic ne, Schina, Wright ne, Strautins 18, Deangeli ne, Cavaliero 19, Sanders 11, Mosley 10, Cittadini 2; all. Dalmasson

Foto https://www.auxiliumpallacanestro.com/


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