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Una Fiat Auxilium Torino decimata – seppur rinforzata, dagli arrivi last minute del centro francese Mouhammadou Jaiteh e della guardia tiratrice italiana Marco Portannese – scivola ancora una volta (66-72, lo score finale).

E lo fa perdipiù in casa, al Palavela, contro una Happy Casa Brindisi apparsa tutt’altro che irresistibile. Che, però, è stata in grado senza troppa fatica di tenere sotto controllo i padroni di casa per tutta la partita, senza praticamente mai andare in svantaggio e riuscendo a non sbagliare più del dovuto soprattutto nell’ultimo quarto, partendo da una situazione di sostanziale parità, dal momento che il terzo periodo si era chiuso sul 51-52 per i pugliesi.

A metterci del suo è stata purtroppo Torino, scesa in campo senza lo spirito giusto, probabilmente fiaccata dalla valanga di defezioni (out, oltre a David Okeke, anche James McAdoo, Tekele Cotton, Carlos Delfino e Marco Cusin) e da un ambiente che – sarebbe ora di scriverlo senza pudori – da un anno a questa parte (ma forse anche di più) non è certo dei migliori.

E non ci riferiamo ai tifosi – anche ieri presenti in buon numero, nonostante le caratteristiche del Palavela non si adattino a creare l’«effetto catino» come avveniva al Ruffini. Ma il riferimento è ad alcuni importanti «influencers» e certi storici frequentatori del basket torinese che non hanno mai perso occasione per criticare pubblicamente e apertamente il lavoro della famiglia Forni, la stessa che verrà ricordata per aver riportato nella massima serie e in Europa la Torino cestistica e soprattuto di aver messo in bacheca il primo trofeo della storia, la Coppa Italia dello scorso anno. Ci torneremo, presto, in altro articolo specifico, per dire la nostra.

Tornando alla cronaca e al presente la squadra scesa in campo domenica all’ora di pranzo è parsa per lunghi tratti abulica, soprattutto in alcuni elementi che dovrebbero fare la differenza come Jamil Wilson e Victor Ruud.

Non ha convinto nemmeno questa volta Tyshawn Taylor, nonostante i 14 punti a referto. Il problema del prodotto di Kansas Jayhawks è che non sta mostrando caratteristiche da play maker che servirebbero per fare girare la squadra. Trattasi di un ottimo penetratore, di un buon realizzatore, di uno che attacca il ferro come pochi e che i suoi punti in doppia cifra li piazza ogni partita o quasi. Ma il suo gioco sembra troppo individualista e, spesso, fine a se stesso.

Decisamente meglio con capitan Peppe Poeta (unico a salvarsi insieme ai nuovi arrivati e a un rilanciato Simon Anumba) che però – per ragioni anagrafiche e non solo – non può giocare 40 minuti senza mai poter rifiatare.

E così la partita fra due squadre che hanno sbagliato molto si è trascinata fino al quarto decisivo, dove a Brindisi (guidata dall’ex tecnico torinese Frank Vitucci) è bastato alzare leggermente le percentuali per garantirsi un margine di sicurezza e portarsi a casa i due preziosi punti.

Di buono ci sono le prestazioni di Jaiteh, un centro «pesante» che tornerà certamente utile e di Marco Portannese, che sicuramente non sposterà gli equilibri ma potrà garantire importanti minuti, allargando le rotazioni della squadra e piazzando qualche bomba dalla linea dei tre punti (due, quelle mese a segno ieri).

A proposito di tiri da tre: in molti iniziano a storcere il naso riguardo al gioco scelto da coach Larry Brown, che non favorisce le conclusioni da oltre l’arco. Intendiamoci, il basket è uno sport in cui si può vincere in tanti modi, ma oggi come oggi, nel basket del 2018, pare davvero impossibile rinunciare a un gioco da tre punti, quando la tendenza, anche a livello Usa è sempre più orientata a quel genere di scelta. Chissà se il coach americano ne prenderà atto, modificando, almeno parzialmente, i propri piani iniziali.

Ora, a tenere banco, è ovviamente il mercato. Gli arrivi di Portannese e Jaiteh non bastano certamente per sistemare la squadra. Servirebbe (e sarebbe servito già qualche tempo fa) un playmaker puro, ma l’attesa di Tra Holder (potrebbe rientrare a inizio 2019) e gli infortuni di Cotton e McAdoo hanno complicato, di molto, le cose.

Così come complicano le cose i problemi evidenziati da Rudd e Wilson che potrebbero portare a decisioni clamorose. Tanto che l’ultima voce riguarda il possibile arrivo dell’Usa Darington Hobson, 31 anni, ala di 201 cm per 95 kg, scelto al Draft NBA 2010 come 37esima chiamata da Milwaukee. Giocatore con una carriera non certo esaltante alle spalle, Hobson ha calcato i parquet della G-League, del Brasile, dell’Argentina, della Grecia e, ultimamente, della Repubblica Dominicana. Discreto giocatore, probabilmente, non certo – almeno sulla carta – un campionissimo, per usare un eufemismo. Vedremo.

Per quanto riguarda il regista i nomi che circolano sono quelli di E.J. Rowland (che pare abbia però declinato) Oliver Lafayette (ex Bologna) e Zabian Dowdell (ex Cantù). Tutti ampiamente over 30 e molto esperti di basket europeo, alcuni dei quali (Rowland e Lafayette) in possesso del passaporto comunitario. Si è parlato anche di un sogno che di nome fa Mario e di cognome Chalmers, altro prodotto della Kansas «browniana» e affermato campione Nba con le maglie di Miami prima e di Memphis poi. Qui il problema sarebbe l’ingaggio, davvero proibitivo. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, vi terremo aggiornati.

Nel frattempo, in attesa di prossimi impegni (mercoledì in Eurocup a Mornar e soprattutto domenica, alle 17,30, a Bologna, contro i rivali della Virtus) la parola d’ordine deve essere compattezza. E remare tutti dalla stessa parte. Non ci sono alternative se si vuole raddrizzare subito la barca. Almeno, in questo delicatissimo momento. Se ne facciano tutti una ragione. Ma proprio tutti tutti…

Tabellino

Fiat Torino – Happy Casa Brindisi 66-72

Fiat Torino
Wilson 6, Rudd 12, Anumba 3, Carr 11, Poeta 12, Delfino ne, Cusin ne, Jaiteh 2, Portannese 6, Murri ne, Taylor 14; all. Brown

Happy Casa Brindisi
Banks 17, Rush 1, Gaffney 1, Zanelli 3, Capoccia ne, Moraschini 15, Clark 12, Cazzolato ne, Chappell 11, Brown 10, Wojciechowski 2, Taddeo ne; all. Vitucci

Foto https://www.auxiliumpallacanestro.com/


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