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La Federazione Italiana Pallacanestro usa il pugno di ferro e punisce le squadre giovanili Aurora Brindisi e Valle d’Itria Basket Martina Franca con il “Ritiro dal campionato e la perdita del diritto sportivo”

Pima di analizzare il provvedimento della FIP facciamo un passo indietro e cerchiamo di comprendere cosa è accaduto durante la Final Four del campionato pugliese eccellenza Under 18.

Le due squadre pugliesi under 18, dopo un lungo cammino agonistico, sono riuscite ad arrivare alla tanto attesa e sperata finale del campionato eccellenza.

La vincitrice del confronto sarebbe approdata alla fase interzona in Toscana mentre l’altra avrebbe poi giocato nel “più abbordabile” gruppo della Campania.

Durante questa finale però è successo qualcosa che non ti aspetti

nessuna delle due squadre voleva vincere, i due quintetti, infatti, hanno palesemente giocato “a perdere” e tutto ciò per il semplice fatto di ottenere un accoppiamento più abbordabile alla fase dell’interzona. L’episodio non è ovviamente passato inosservato agli occhi degli arbitri che hanno deciso di sospendere la gara prima della fine del tempo regolamentare.

Il verbale redatto dagli arbitri è da brividi: “l’Aurora Brindisi e il Martina Franca non tentavano i tiri a canestro, facevano scadere i secondi utili alla rimessa” e ancora “nel corso dei primi due periodi, le squadre mantenevano il possesso della palla per i 24 secondi con tiri non idonei a centrare il canestro e mancata predisposizione di adeguata azione di difesa. All’inizio del terzo periodo, l’Aurora Brindisi attaccava senza tentare il tiro a canestro mentre il Martina tentava sistematicamente di commettere fallo e di effettuare auto-canestro volontario. Per gran parte del quarto periodo mancanza totale di azioni di gioco e conseguente mancata realizzazione di punti”.

Questo scempio sportivo è stato immortalato non solo dagli occhi degli arbitri e dei pochi tifosi accorsi all’evento ma soprattutto da un video di due minuti che dopo essere stato pubblicato sui social network ha fatto il giro d’Italia e cosa ancora più grave è finito sul tavolo della Procura che ha appena aperto un fascicolo.

Ma per quale motivo bisogna “chiedere” ai propri giocatori (peraltro minorenni) di perdere volontariamente una finale?

In palio c’erano il secondo e il terzo posto del torneo eccellenza e il via libera alla fase con i raggruppamenti interzonali ossia gironi in cui ci si confronta con compagini di altre regioni per poi accedere all’ultima fase nazionale.

La perdente delle due squadre under 18, arrivando terza, sarebbe entrata nel Girone H, per sfidare due squadre campane, due laziali e la prima classificata pugliese e pertanto avrebbe gareggiato in un girone molto più abbordabile sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto da quello logistico ed economico.

Le due squadre, anche in forza dei duri provvedimenti della FIP, hanno riconosciuto la gravità dell’accaduto ma di contro hanno “scaricato” la responsabilità sulla formula del campionato; alla fine siamo sempre in Italia ed è più facile dare la colpa al vicino piuttosto che chiedere scusa.

La nostra speranza, senza dilungarci in inutili sermoni moralisti, è che i ragazzi delle due squadre possano ricevere un insegnamento orientato al vero concetto dello sport ossia il sacrificio e l’allenamento teso alla competizione e al confronto pulito e leale.


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